L’attuale governo non vuole nè distruggere nè abbattere l’Europa e la sua Unione, ma rivederne l’interpretazione e alcune regole sì, certo. Non si tratta cioè di rinegoziare un mutuo come succede per l’acquisto di un appartamento ma di riportare ordine ad un impazzimento ed incarognimento che fa capo a questa Unione Europea. Non ci si faccia fuorviare dalle valutazioni di rating affibbiateci da Fitch o altre agenzie, non contano nè devono contare nulla. L’ho scritto più volte e lo riscrivo qui una ennesima volta. Le regole che gli Stati membri europei hanno sottoscritto non parlano di percentuali rigide da rispettare in assenza dei quali ci si vede appioppare procedimenti di infrazione e sanzioni. I “sacri” testi europei, cioè i Trattati che sono valevoli , essi soli, erga omnes che significa verso e per tutti, stabiliscono solo una orientatività di percentuali di massima da prendere e prevedere come riferimento e criterio di massima , generali. Questo è quello che prevedono i famosi Trattati. Diversamente nei Regolamenti, che non hanno valenza e rilievo erga omnes, è stato inserito di tutto, distorcendo i propositi gli intenti e gli ideali europei, sia dei padri fondatori che di noi tutti oggi. Bisogna quindi tornare ai Trattati esistenti e dare loro l’interpretazione ed il significato che essi hanno effettivamente. Sempre i nostri famosi e bistrattati Trattati prevedono e stabiliscono che ciascuno Stato membro conduca ed attui la propria politica economica , cioè secondo le proprie autonome politiche ed economie, e che il tutto si coniughi in Europa, dentro l’Unione, con la progressiva, “tendenziale” ( ha fatto scrivere ed inserire Guido Carli allora) convergenza di tutti verso ed in una Unione, l’Unione europea. Dunque nessun calcolo o rigido rigore, nessuna austerità, ma lenta e progressiva, rilassante opera e percorso di avvicinamento degli e tra gli Stati membri. Dal 1997 però, per colpa di coloro che hanno siglato il Regolamento europeo di quell’anno e di cui il lucidissimo e brillantissimo Professor Giuseppe Guarino ha ricostruito ogni passaggio, causa ed effetto riportando uno per uno i nomi – per lo più tedeschi – dei responsabili che ne portano le gravi responsabilità causa oggi della situazione in cui ci troviamo, il percorso dell’Unione è stato deviato dolosamente da quelli e colposamente da tutti gli altri, ed ha dato luogo all’Europa tedesca, da pochi anni franco-tedesca (con l’arrogante e incompetente, il guerrafondaio libico di Macron). Quello che oggi abbiamo davanti ai nostri occhi non è l’Unione europea che si voleva e si vuole ma una camicia di forza da cui bisogna necessariamente rifuggire e rivedere. L’attuale Europa franco-tedesca va rivista e riformata perché questa è deviata e sbagliata. Fondamentale il ruolo dell’Italia nella revisione e ricontrattazione per la costruzione della nuova Europa. Donald Trump l’ha capito e sta lavorando dandoci coraggio per la nuova Europa, ma è l’Italia che deve capirlo velocemente ed azionare se stessa per attuarla dentro l’Unione.

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