Ma se come dice Conte, attuale Presidente del Consiglio del suo governo la sovranità appartiene al popolo, lui, precisamente, chi lo ha eletto? Il popolo italiano no. Detto questo, e cioè che i governi così come i Parlamenti devono essere fatti da eletti dal popolo italiano e non da raccomandati o chiamati dagli eletti medesimi, si fa notare sommessamente qui che bisognerà davvero accontentarsi dei tre goals cioè di potare in porta il controllo e la disciplina dell’immigrazione, la sicurezza e la Flat tax leghista non quella dei 5 stelle che non sanno di cosa parlano ovunque si trovino, e poi correre a votare. E votare in base a ciò che propongono i nuovi venuti. Bisogna riformare la giustizia cominciando dall’istituire i pubblici ministeri elettivi, e a giro cambiare e risistemare l’intero sistema della giustizia, ganglo fondamentale senza cui l’economia italiana non potrà mai ripartire. C’è poi da dare ed istituire la personalità giuridica dei partiti politici prevedendone la responsabilità politica loro interna ed esterna, senza cui il nostro Paese non avrà politici competenti selezionati e capaci, e continuerà ad andare a casaccio con i peggiori nelle istituzioni pubbliche politiche. Poi c’è da mettere in moto un disegno di revisione e riorganizzazione dello Stato nel senso di trasferire e convertire, tramutare l’intero settore pubblico improduttivo in privato o comunque produttivo. La cosa pubblica deve funzionare come in Italia funzionano oggi solo le imprese private, cioè quelle organizzazioni in cui vale e vige la competizione, la selezione, in merito decisi in base alla produttività. I ministeri devono ad esempio diventare attività efficienti ed utili, produttive. Così come le università pubbliche, ed ogni settore pubblico italiano, dalla pubblica amministrazione alla politica e via dicendo. Ci vuole lo sfoltimento delle cariche e sei posti pubblici a cominciare dal Parlamento in cui è necessario sieda un decimo degli attuali ed efficienti e capaci diversamente dagli attuali. Per far tutto questo, per la sua riorganizzazione e riordino, il nostro Paese deve cioè è costretto oggi, in assenza proprio di tutto quello che andrà fatto, ad andare a votare spesso nell’intento di prendere il prendibile da ciò che offre l’eletto e gli eletti del momento. Basta giri di parole , in cui ancora oggi i non eletti sono bravi a darla a bere per poi non fare niente nella realtà dei fatti (ma portando a casa lo stesso lo stipendio pubblico) , rimaniamo ancorati alla regola democratica fondamentale della sola legittimità derivante dal voto e, facendo perno su quella, andiamo a votare spesso per portare a casa noi tutti quelli che è utile e ci serve.

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