La concezione anarchica del potere politico fu un dato rilevante per moltissimo tempo all’interno della società umana. Tuttavia nel XVIII secolo in pieno Illuminismo avviene un evento storico che capovolge drasticamente la politica di quel periodo: la Rivoluzione Francese. Questa Rivoluzione fu dominata da principi astratti, ma è considerata il più grande tentativo di reazione da parte di un’intera nazione contro l’autarchia assolutista del monarca che aveva il potere politico concentrato tutto su di sé. Fra il 1792 e il 1793 abbiamo già una forma ‘’primitiva’’ di liberalismo, e la filosofia e la letteratura contribuirono negli anni successivi per il suo sviluppo. Kant, filosofo dell’intelletto considerò positivamente la Rivoluzione Francese, egli nella sua visione della realtà infatti teorizzò una prima forma di cooperazione fra le diverse nazioni, ‘’politica della pace’, poi anche Foscolo, autore italiano, nei suoi scritti emerge una forte ribellione nei confronti delle convenzioni ultraconservatrici della società, lo stesso Foscolo può essere considerato pre-romantico. Il nazionalismo è la sfumatura politica del romanticismo, ma questo nazionalismo può essere assunto come una forma di liberalismo, in quanto è totalmente differente dall’ultranazionalismo di Bismark, Mussolini o ancora peggio Adolf Hitler. I principi erano la difesa della propria nazione, la conservazione e il richiamo alle proprie tradizioni, nonostante ciò coloro che inseritosi nella società dimostravano di avere una profonda cultura non condividevano alcuni principi del regime monarchico, nonostante in Inghilterra fosse presente la monarchia costituzionale, dove il suo fondamento  era  la divisione dei poteri. Byron un autore della seconda fase del romanticismo inglese, in sé aveva assunti i principi del nazionalismo, combatte a favore del nazionalismo greco contro i turchi nei primi anni venti del XIX secolo, nonostante ciò in spiriti come il suo era presente una forte tendenza a principi di libertà sia sociale che economica ma anche di pensiero, ciò che tende l’uomo ad evolversi politicamente e ad essere più ‘’duttile’’ per adattarsi a una forma di pensiero divergente e assolutamente anti-rigida, la quale ha trovato i suoi più grandi sviluppi soprattutto al termine della seconda guerra mondiale (1945).

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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