Ci sarà tempo fino al 7 agosto per visitare la suggestiva esposizione “LIVE! L’arte incontra il rock”, allestita presso il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato, e gentilmente curata da Luca Beatrice e Marco Bazzini. L’osmosi tra arte e musica è il leitmotiv di quest’affascinante iniziativa, volta a valorizzare l’universo culturale degli ultimi quarant’anni attraverso un opulento mélange di LP, artworks, dipinti, sculture, fotografie, videoclip, riviste e film.

L’excursus artistico-musicale voluto da Beatrice e Bazzini trova il suo incipit nel woodstockiano 1969, anno in cui i Beatles si esibirono sul tetto della casa discografica Apple e in cui l’allora direttore della Kunsthalle di Berna Harald Szeemann curò la prima ed importante mostra universalmente dedicata all’arte contemporanea: When Attitudes Become Form. Si passa poi agli anni ’70, fortemente influenzati dai rivoluzionari sixties di Janis Joplin, Jimy Hendrix e Jim Morrison, entrando in contatto con i Pink Floyd e il loro memorabile concerto tenutosi all’anfiteatro di Pompei, continuando sulla scia di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars di David Bowie, con le sue performance eccentricamente glam tra realtà e finzione scenica, e finendo con la rivolta punk dei Sex Pistols, di cui Sid Vicious è il simbolo, quando per la prima volta anche musicisti alquanto mediocri poterono entrare a far parte del mondo delle star. Iniziano in seguito gli anni ’80 con l’affermazione della Transavanguardia italiana alla Biennale di Venezia, il concerto-antiterrorismo della maudite Patti Smith, il graffitismo americano di Basquiat e Haring, capaci di esportare questo movimento underground dalle strade alle gallerie d’arte di tutto il mondo, e l’esplosione della camaleontica Madonna, grazie anche al supporto dell’appena nata MTV. Negli anni ’90 e 2000 il concetto di rockstar sembra un po’ indebolirsi. Tuttavia, nascono ancora grandi personaggi come Kurt Cobain, Bjork e la generazione degli Young British Artist, tra i quali l’ex-Blur Damon Albarn con gli stravaganti spettacoli della sua nuova band, i Gorillaz, composta da quattro personaggi animati disegnati da Jamie Hewlett, emblema (forse) dell’ultimo e fecondo incrocio tra arte e musica.

CONDIVIDI