Sarebbe inopportuno rivolgere l’oggetto di un articolo di giornale ad un personaggio che nonostante i tentativi di emergere all’interno della struttura mediatica italiana, è sempre rimasto nell’ombra, nonostante seguendo una mia personale linea di pensiero, personifichi in pieno la pseudo-filosofia del trashismo o meglio come la intende il personaggio in questione del dipreismo. Una forma di pensiero carica di astrazione e degenerazione che a quanto pare è riuscita a insinuarsi anche in minima parte all’interno della mente degli adolescenti. Andrea Diprè rappresenta un ‘’modello’’ la cui conformità è così grave che rappresenta a quanto pare, come si sia sviluppata e radicata la forma di pensiero delle nuove generazioni. Il consumo di droghe, avere rapporti sessuali in continuazione, mettere in risalto con ‘’interviste’’ persone di dubbia natura morale ed etica, i quali si sono fatti strada con l’incoscienza o la semi-coscienza di poter esplorare una realtà dove più si commettono azioni improprie e più si viene considerati, una rappresentazione che definisce l’immagine di uno stato o meglio di un popolo, o ancora il nuovo popolo dove le fondamenta etiche e civili si disperdono nell’assurdo. Il dipreismo, è una forma di pensiero in ogni modo, riflette lo specchio di nuove generazioni dedite nel giudizio di un individuo sulla base dei like, follower, o sulla base di personaggi che siano o no intervistati da Diprè, rappresentano idealisticamente che nella realtà attuale, l’impegno, la forza di volontà, la voglia di riscatto sociale, non hanno più alcun significato se paragonato al fatto che basta mettere un video su youtube, dove si è vestiti in modo ridicolo oppure attuando pseudo-parodie di qualunque oggetto o soggetto reale, cantando parole senza senso, subito avviene un passaggio che porta chi compie queste azioni, ad essere riconosciuto, o meglio a diventare semplicemente ‘’famosi’’. Pongo memoria che l’Italia è un paese con una storia importantissima, nelle arti, nelle scienze, nella letteratura, e in diversi campi del sapere della conoscenza pura. Un paese, patria di Benedetto Croce, Sandro Pertini, Ennio Morricone, Enrico Fermi e anche del recente vincitore del Premio Nobel per la Matematica Alessio Figalli. Una nazione che è stata al centro della realtà storico-culturale per l’esistenza di uomini che oltre alla realizzazione concreta del sapere, hanno realizzato la ‘’storia’’ nel vero senso della parola. Al sorgere del XXI secolo, un’apocalisse, sta giungendo, una degenerazione culturale, dove chi è stato emarginato dalla società negli anni precedenti, sta lentamente portando alla degenerazione sociale e morale uno stato sotto la maschera della fama. Un termine che al giorno d’oggi, riesce a catturare molti giovani, prima attraverso i social e poi con la televisione, i talk-show, e tutto ciò che permette la condizione di apparire e sembrare costantemente più importante degli altri…

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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