I “criminali” o perlomeno gli individui responsabili di dinamiche criminose e volte all’attuazione del male vengono presi in considerazione nell’immaginario collettivo come persone con il male presente all’interno della propria natura. Una coscienza caratterizzata dalla distorsione mentale, un’oggettivazione socialmente differente rispetto ad un individuo con una modalità comportamentale nella norma, sotto vari profili. Infatti secondo gli studi attuati nell’antropologia di Cesare Lombroso, coloro che erano responsabili di comportamenti deviati presentavano tratti somatici grotteschi i quali dal punto di vista metafisico rispondevano alla propria natura indirizzata verso il “male”. Analizzerei in particolare il caso di un serial killer italiano, Donato Bilancia, responsabile di vari omicidi in Piemonte e in Liguria, nel biennio 1997-1998. A mia impressione, nella personalità di Bilancia si possono trovare punti incisivi e focali, se chi adotta una condotta socialmente parlando “anormale”, rappresenta un aspetto della coscienza intrinseco nella propria natura, oppure rappresenta un mutamento della psiche attraverso il tempo. Bilancia, comincia già ad adottare modalità comportamentali devianti a partire dell’adolescenza, dedito al furto, dedito al gioco d’azzardo e in ogni modo alla concretizzazione di comportamenti al di fuori della sfera legale. Successivamente però sul finire degli anni’80, subisce la perdita del fratello assieme al nipote, vittime di un atto suicida del fratello stesso. Questa perdita, oltre a un coma, che Bilancia stesso subisce agli inizi degli anni’90, alterano sensibilmente il suo status psichico, amplificando i disturbi mentali di cui egli soffriva fin dalla giovinezza. Ciò costituisce l’antefatto dei suoi diciassette omicidi, i primi rivolti per motivi di denaro nei confronti di un cambiavalute e successivamente anche per rapina, ma poi a partire dal 1998 uccise varie prostitute, aspettandosi con loro per consumare dei rapporti e successivamente arrivando a freddarle a colpi di pistola, in uno di questi atti di violenza, Bilancia uccise due metronotte arrivati in soccorso della transessuale Lorena con la quale Bilancia si era appartato in una villa del basso Piemonte, ella riuscita a scampare dell’attentato omicida del killer, riuscendo ad avvisare la polizia notturna. Ora Donato Bilancia, deve scontare tredici ergastoli per circa diciassette vittime accertate, è probabile che nelle personalità insondabili,violente, e anche completamente “disturbate” come le sue è possibile risponde pienamente all’interrogativo di come si struttura e nasce nel tempo la personalità di un assassino.

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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