Esiste in Italia, sconosciuto ai governanti non eletti, un fondo interbancario che interviene a tutela e garanzia delle banche in difficoltà e soprattutto dei correntisti e risparmiatori italiani. Nel caos di incompetenza dei governi non a caso non eletti e sinistri, sono stati pelati i risparmiatori italiani facendo strali delle banche in difficoltà in virtù di una regola europea, quella del bail in , che non solo non andava applicata ma tantomeno recepita, ed in anticipo (sic!), dall’Italia ed in Italia. Fu Monti , al governo non eletto e senatore a vita sul groppone di noi tutti per volontà di Napolitano, a correre a recepirla per noi tutti, mentre gli altri Stati europei la ignoravano e per lo più non rispettavano, la Germania raggirandola completamente e non contemplandola per le moltissime proprie banche in grande difficoltà. La disgrazia di Monti al governo non eletto in sostituzione dell’allora governo Berlusconi ed il golpe di Napolitano del 2011 hanno portato all’Italia, con il bail in, altre varie catastrofi , da cui cercare di riprenderci tutti annullandole. Si pensi al Fiscal compact o al pareggio di bilancio in costituzione, tutta roba da rigettare e quantomeno raggirare come fanno d’altra parte tutti gli altri Paesi d’Europa. La banca Carige , su cui dovrebbero essere accesi i fari circa le responsabilità che l’hanno portata ad essere disastrata, è oggi un segnale di come operare infischiandosene o meglio raggirando le regole capestro e cercando di salvare risparmiatori e banche. Sono stati nominati tre commissari tra cui l’ex responsabile del disastro , i quali, in contatto con Draghi alla Bce e Tria al ministero dell’economia hanno approntato fatto funzionare un ente, esistente dal 2007, cui hanno fatto confluire i crediti deteriorati o spazzatura alleggerendo la banca e al momento si sta evitando di imporre una ricapitalizzazione alla banca di Genova che non saprebbe dove trovare la liquidità necessaria, ma le si sta consentendo di riprendersi ipotizzando soluzioni di partecipazione da parte di altre banche o altro che altro non sarebbero che aiuti di Stato previsti e percepiti dallo stesso Draghi alla Bce come il diavolo. In pratica Draghi ha messo in moto un “riordino” del sistema bancario europeo che non funziona e che fa acqua da tutte le parti. Certo, per chi lo rispetti, dato però che la maggior parte degli Stati europei se ne sono fregati e fregano, non ha fatto grossi danni. L’esperimento fatto da Monti in Italia, in collegamento e raccordo con Draghi dalla Bce, non ha funzionato. Oggi si sono ravveduti, almeno Draghi che indirizza la sopravvivenza e rinascita di Carige, e i risparmiatori sono un po’ più sicuri di ieri. Ma le regole, per essere tali, devono essere pensate e scritte in modo che non solo siano rispettate ma valide ed in grado di potere essere tali. Se si tolgono governi sgraditi e si combinano casini con il cuore degli Stati cioè le banche, i soldi degli italiani, non si può poi credere di avere fatto bene perché in un tutt’uno si è fatto strali delle regole fondamentali della democrazia e della tutela sacrosanta del risparmio di noi tutti e dei cittadini europei. Ancora non ci siamo perché ancora oggi, per salvare Carige, non si è rispettata nè la prima ( la democrazia), nè la seconda (la tutela e garanzia del risparmio) perché le scelte poste in campo, pur di salvataggio, ancora oggi, sono basate sulla discrezionalità e sulle manovre di alcuni, non eletti. Dunque ancora oggi con Carige, pur salvata, non siamo nella democrazia e nel rispetto delle regole.

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