La situazione che in questi giorni di altissima tensione nel Mediterraneo centrale si è venuta a creare nell’isola di Lampedusa è drammatica e vergognosa allo stesso tempo.
Un’isola di poco più di cinquemila abitanti che vive di pesca e turismo è ormai diventata una sorta di “campo di concentramento” per ammassare in condizioni disumane disperati che fuggono dal Nord Africa in fiamme.
Ad oggi si stima che stazionino sull’isola circa 4700 “disperati” con un centro di prima accoglienza che può contenerne al massimo poco più di 900 o poco meno del doppio in condizioni di assoluta emergenza.
Il Governo italiano ed il Ministro dell’Interno Maroni, per i quali ovviamente la Sicilia esiste solo quando c’è da parlar di mafia, stanno dando in questa, come in altre, vicenda il peggio di se stessi ammesso che con questi figuri possa esistere un limite al peggio.
Piuttosto che organizzare un ponte aereo continuativo 24 ore su 24 per traferire i “fuggiaschi” sul territorio italiano ed allentare la tremenda pressione sulla piccola isola e suoi abitanti, si preferisce organizzare qualche volo e poi mandare tende con il chiaro intento di tenere li, a tempo indeterminato, questa massa di persone bisognose di tutto.
Lampedusa, i Lampedusani e la Sicilia non possono farsi carico da sole di un problema che è di dimensione europea ed il Governo ha il dovere di riportare la normalità nell’isola nel giro di poche ore, altrimenti saranno inevitabili tensioni altissime ed incidenti.
Se questo Governo crede di trasformare la Sicilia nella sua “sentina” di sicurezza si sbaglia di grosso; non si può chiedere ai soli Lampedusani ed ai Siciliani di farsi carico da soli della conseguenza di una politica estera folle e dissennata di questo Governo.
Se l’Italia è una ed indivisibile, lo sia anche anche in questa occasione e tutti i territori si facciano immediatamente carico di questa situazione. Per una volta, che sia almeno una, Maroni si tolga il fazzoletto verde e faccia quel che deve.
Nel frattempo ci permettiamo di ricordare al Presidente della Regione Siciliana che, per prerogativa statutaria e costituzionale, egli in Sicilia è a capo dell’ordine pubblico e delle Forze Armate e che ha diritto di sedersi, con il rango di ministro, in Consiglio dei Ministri quando sono in ballo questioni che riguardano la Sicilia. Mentre ai parlamentari siciliani della maggioranza chiediamo, almeno per qualche ora, di tralasciare i problemi personali del Presidente del Consiglio e di adoperarsi per disinnescare questa “bomba” ad orologeria.
di Enzo Lombardo

La situazione che in questi giorni di altissima tensione nel Mediterraneo centrale si è venuta a creare nell’isola di Lampedusa è drammatica e vergognosa allo stesso tempo.Un’isola di poco più di cinquemila abitanti che vive di pesca e turismo è ormai diventata una sorta di “campo di concentramento” per ammassare in condizioni disumane disperati che fuggono dal Nord Africa in fiamme.

Ad oggi si stima che stazionino sull’isola circa 4700 “disperati” con un centro di prima accoglienza che può contenerne al massimo poco più di 900 o poco meno del doppio in condizioni di assoluta emergenza.Il Governo italiano ed il Ministro dell’Interno Maroni, per i quali ovviamente la Sicilia esiste solo quando c’è da parlar di mafia, stanno dando in questa, come in altre, vicenda il peggio di se stessi ammesso che con questi figuri possa esistere un limite al peggio.
Piuttosto che organizzare un ponte aereo continuativo 24 ore su 24 per traferire i “fuggiaschi” sul territorio italiano ed allentare la tremenda pressione sulla piccola isola e suoi abitanti, si preferisce organizzare qualche volo e poi mandare tende con il chiaro intento di tenere li, a tempo indeterminato, questa massa di persone bisognose di tutto.Lampedusa, i Lampedusani e la Sicilia non possono farsi carico da sole di un problema che è di dimensione europea ed il Governo ha il dovere di riportare la normalità nell’isola nel giro di poche ore, altrimenti saranno inevitabili tensioni altissime ed incidenti.Se questo Governo crede di trasformare la Sicilia nella sua “sentina” di sicurezza si sbaglia di grosso; non si può chiedere ai soli Lampedusani ed ai Siciliani di farsi carico da soli della conseguenza di una politica estera folle e dissennata di questo Governo.

Se l’Italia è una ed indivisibile, lo sia anche anche in questa occasione e tutti i territori si facciano immediatamente carico di questa situazione. Per una volta, che sia almeno una, Maroni si tolga il fazzoletto verde e faccia quel che deve.
Nel frattempo ci permettiamo di ricordare al Presidente della Regione Siciliana che, per prerogativa statutaria e costituzionale, egli in Sicilia è a capo dell’ordine pubblico e delle Forze Armate e che ha diritto di sedersi, con il rango di ministro, in Consiglio dei Ministri quando sono in ballo questioni che riguardano la Sicilia. Mentre ai parlamentari siciliani della maggioranza chiediamo, almeno per qualche ora, di tralasciare i problemi personali del Presidente del Consiglio e di adoperarsi per disinnescare questa “bomba” ad orologeria.

 

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