L’obiettivo del quorum è stato raggiunto, il 57% degli aventi diritto al voto si è recato alle urne per votare i quattro quesiti referendari. Il 95% circa dei votanti ha espresso una preferenza per il SI. Nulla di nuovo all’ombra delle campagne demagogico-fuorvianti su nucleare ed acqua, l’esito del referendum si sapeva forse da giorni ed era già intuibile da qualche mese.

Le fibrillazioni del governo continuano incessanti, sotto i colpi di una maggioranza impaurita dal grido leghista che presto a Pontida farà sentire tutta la frustrazione di aver votato provvedimenti sui quali, di fondo, non c’era un accordo politico condiviso.

L’agenda politica del paese presto sarà targata Lega Nord, visto che per Roberto Calderoli “alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine [..] per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno”. Un atto di forza in piena regola, con il quale la Lega spera di sedare i bollenti animi del popolo in camicia verde.

Nel frattempo nel Pdl si apre lo scollamento con la base degli elettori, critica verso l’incapacità politica dei propri leader troppo inclini all’ascesa personale e poco attenti ai temi strategici per il paese.

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1 COMMENTO

  1. a me pare che tutta la politica si stia allontanando dai cittadini. Lo dimostra il crescente numero di astenuti alle votazioni (politiche o amministrative che siano). Occorre qualcuno capace di far riavvicinare i cittadini alla politica, facendoli sentire partecipi. Innanzitutto occorre ridare agli elettori la possibilità di scegliere il proprio candidato. E’ necessario che questi sia disposto ad ascoltare e sappia/voglia rispondere a tutte le domande che gli pongono gli elettori, ammettendo talvolta la propria ignoranza in materia, ma nel contempo, anche la volontà di informarsi per fornire una risposta adeguata. E’ inoltre necessario limitare, se non addirittura estirpare, il malaffare, la politica fatta di favori, e il menefreghismo. Riusciranno i “nostri eroi”?

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