Karl Marx, teorico del comunismo e di molte opere che denotano una vasta cultura filosofica di concezione materialistica, nella sua previsione antiliberale relativa alla fine del capitalismo come sistema economico, mostra evidenti contraddizioni. Egli sosteneva che lo Stato doveva indirizzarsi verso un sistema pubblicista nell’ambito economico in modo tale da rendere impossibile la filosofia della privatizzazione, eliminando la proprietà privata concezione fondamentale in ogni stato di diritto e soprattutto in ogni stato democratico. Ciò secondo l’eminente pensatore era il presupposto fondamentale per la realizzazione della “lotta di classe”, mobilitazione sociale che avrebbe conseguito teoricamente l’attuazione di una società priva di classi, la cosiddetta “società comunista”. Ciò va contro due principi del suo pensiero:Dialettica – sostenendo che nel corso della storia, la dialettica Marxiana prevedeva una classe dominante e una classe dominata, come avrebbe potuto realizzarsi ciò nella realtà storica? Una società priva di un dominatore e un dominato, sempre secondo lui stesso. La seconda contraddizione, fondamento della sua dottrina astratta e antidemocratica è rappresentata da una classe che instaura una società priva di classi. Quindi il quarto stato (proletariato) avrebbe realizzato ciò? In base a quali elementi una classe può abolire le classi esistenti e soprattutto la stessa classe di cui fa parte? …

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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