L’attuale sistema politico che configura lo stato costituzionalista (Welfare State) è la democrazia rappresentativa. Principio di sovranità popolare, il popolo è sovrano ovvero detiene il potere politico nell’elezione dei rappresentanti costituenti del Parlamento, organo che detiene la potestà legislativa. La democrazia rappresentativa deve godere di un altro elemento per potersi instaurare all’interno di un determinato stato, ovvero la poliarchia. Poliarchia=istituzioni politiche distribuite nel territorio nazionale le quali trovano la loro concretizzazione all’interno di un insieme di istituzioni economiche, che necessitano di un sistema adeguato sotto questo profilo. Il Welfare State è noto per essere l’espressione finale dello Stato Liberale teorizzato da Jonh Locke, uno Stato che ha trovato la sua concretezza nell’affermarsi nella filosofia della privatizzazione economica, ovvero l’opposizione ad un sistema economico nazionalizzato e pubblicista. Con ciò voglio affermare che è necessario un ‘’giusto’’ ma soprattutto reale equilibrio economico fra settore pubblico e settore privato, con un eccesso del primo si avrebbe uno stravolgimento del Welfare State e minerebbe le libertà economiche del singolo enunciate nella Costituzione Repubblicana(1 Gennaio 1948), nel secondo caso si assiste al fenomeno delle multinazionali, l’internazionalizzazione economica ove le multinazionali dotate di un consiglio d’amministrazione ove i componenti non rispondono negli interessi economici del loro Stato ma della multinazionale stessa, andando aldilà dell’ordinamento economico nazionale. Un equilibrio reale fra questi due aspetti (pubblico e privato), favorirebbe lo sviluppo delle poliarchie e quindi un processo democratico che aumenterebbe la ricchezza nazionale e il reddito del singolo favorendo il benessere comune, principio fondamentale per ogni cittadino e soprattutto per il Welfare State.

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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