DARE LAVORO NON DISSIPARE I SOLDI PUBBLICI  

Il Decreto Legge 28 gennaio 2019 n.4 recante le “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” ha introdotto nell’ordinamento giuridico italiano il cosiddetto “reddito di cittadinanza” il quale vorrebbe avere, quale ratio legis, il contrasto alla povertà. I cittadini italiani che pagano le tasse in Italia devono chiedere la cancellazione del provvedimento di legge lamentando la erroneità dello strumento intrapreso – e gravante sulla cittadinanza italiana –  posto che lo stesso estende e implementa la povertà e la miseria che si intende sconfiggere, immiserendo e impoverendo il nostro Paese e tutti noi cittadini. Si deve dunque ricorrere contro la disposizione di legge ed il governo emanate – M5Stelle e Lega – a nome di tutti i cittadini italiani che pagano le tasse e chiedere venga riconosciuta la sua illegittimità e la conseguente soppressione ed eliminazione dall’ordinamento civile italiano,  la sua inapplicazione. La povertà e la miseria non si combattono regalando i soldi pubblici vale a dire dei cittadini che pagano le tasse e che producono in Italia. La misura di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e per l’inclusione sociale è unicamente il lavoro ed il diritto di lavorare; solo il lavoro “rimedia” alla povertà e dà sviluppo, è cioè in grado di  favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione, alla cultura e ciò deve essere messo in atto  mediante politiche finalizzate alla creazione di lavoro, non altro.. Differentemente non si dà alcun sostegno  nè si sortisce alcun effetto di inserimento dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro italiano, regalando loro soldi non “lavorati”, ovvero non derivanti da corretta attività lavorativa o lavoro alcuno.  Il presupposto stesso dello strumento del “reddito di cittadinanza” è essenzialmente errato. Se la ratio della legge, cioè la lotta alla povertà ed alla emarginazione è da perseguire, al contrario lo strumento del reddito di cittadinanza cui si affida la eventuale risoluzione è essenzialmente sbagliato, e dannoso per il Paese e noi tutti. La misura utile ad assicurare un livello minimo di sussistenza in grado di incentivare la crescita personale e sociale degli individui è  il lavoro, il lavoro dignitosamente retribuito, non la dissipazione inutile e dannosa di soldi pubblici, cioè dei cittadini italiani che lavorano e pagano le tasse. Si ricordi qui che uno stipendiato italiano riceve lo stipendio già decurtato del 23 per cento per l’Irpef, del 27,7 per cento per l’Inps e gli rimane solo il 49,3 per cento. Quando spendiamo  i nostri soldi, il 22 per cento va via sotto forma di Iva. Lo Stato italiano incamera cioè il 72,7 per cento del lavoro degli stipendiati italiani , senza contare poi i contributi locali, che sono sempre in crescita. I governi Pd che hanno governato dal 2011 al 2018 hanno regalato soldi – come ad esempio gli 80 ed i 500 euro regalati dal governo Renzi – allo stesso modo, oggi, l’attuale governo 5 Stelle- Lega  regala e dissipa i soldi pubblici degli italiani con la misura formalmente detta ” per rimediare alla povertà” ma nei fatti diretta alla più profonda dissipazione e sperpero delle nostre casse pubbliche ed in danno e spregio agli italiani tutti.

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