Per convincersi della “schizofrenia” del Movimento Cinque Stelle basta mettere a raffronto due provvedimenti di governo che stanno nel suo cuore: la flat-tax e il taglio delle cosiddette “pensioni d’oro”.

La flat-tax dovrebbe assolvere al suo scopo di rilanciare l’economia di un Paese, riuscendo ad aiutare soprattutto i ricchi a spendere di più.

Essi, infatti, potendo contare su un reddito maggiore di quello di prima, metterebbero certamente (e direi, inevitabilmente) in circolazione più denaro.

C’è chi sostiene che il noto boom economico del Bel Paese nel secondo dopoguerra mondiale fu sostanzialmente determinato dal nostro inefficiente sistema fiscale: erano pochi i connazionali che pagavano veramente le tasse e quindi consumi e investimenti non soffrivano di penuria. E potettero…esplodere!

Se la premessa di Milton Friedman è vera, e i Cinque Stelle dimostrano di condividerla, pur con i loro distinguo(c’è chi li qualifica: ipocriti) da “comunistelli di sacrestia”, deve ritenersi, di contro, totalmente sbagliata, contraddittoria e di segno diametralmente opposto la rancorosa misura del taglio alle “pensioni d’oro”.

Difatti, il ridimensionato arbitrario (più che meramente illegittimo) e certamente cervellottico e capriccioso del sacrosanto diritto dei pensionati (d’oro, d’argento o di bronzo, non fa alcuna differenza) a ricevere ciò che è il frutto di anni di lavoro e di pagamento dei contributi, fa esattamente la cosa inversa della flat-tax: riduce le potenzialità consumistiche di una categoria di italiani nelle cui condizioni, persino migliorate e maggiorate dalla tassa piatta, si vorrebbe che stessero molti più Italiani.

E ciò, con buona evidenza, per consentire ai beneficiati di spendere….senza dannose restrizioni per la situazione economica generale.

Comunque, il “metaforico” internamento in manicomio dei “pentastellati”, per evidente schizofrenia bipolare, sarà evitato, probabilmente, dal loro prossimo ritorno all’opposizione “dura e pura”, dove tutte le incongruenze, le fandonie, le stupidità e le false prospettazioni politiche dei leader,catapultati da una “piattaforma” con pilota inesperto, sono legittimate dal ruolo che ha mantenuto in piedi i comunisti sino al bluff di Matteo Renzi.

Naturalmente, per realizzare la flat-tax,l’Italia dovrà fare i conti con la sua Costituzione  (che all’articolo 53 sancisce che il sistema tributario è informato a criteri progressività perché tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva) e con i paletti che sarebbero probabilmente posti dall’Unione Europea, ove mai dovesse continuare a essere governata dai cristo-comunisti eurocontinentali e dal loro seguito sedicente liberale.

Staremo a vedere, con la speranza che i fuochi pirotecnici pentastellati non possano durare oltre la notte fonda della loro presenza al governo del Paese.

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