Riflessioni sul futuro attraverso l’approccio liberale

Io, Giulio Romano Carlo per la mia giovane età ( 20 anni non ancora compiuti) sono io stesso militante del fronte “giovane” del Partito Liberale Italiano. Brevemente, espongo il motivo principale per il quale bisogna costruire un futuro sul Liberalismo stesso. Lo Stato Italiano, è lo stato liberale per eccellenza, tutto ciò viene anch’esso definito nella Costituzione Repubblicana del 1948, la classe politica è essenziale come memoria storica non solo, nel profilo politico ma anche nell’aspetto etico e sociale. Il problema che sorge nella mia mente, riguarda “l’antipatia” dei miei coetanei non solo nei confronti del PLI, ma  nei riguardi della politica come concetto. A partire dal 1992 vi è stato un cambiamento così forte sul piano sociale che oramai, il concetto di politica viene adottato come sinonimo di espressioni negative invece che di “cultura” o anche in maniera più labile “evoluzione del pensiero”. Mi trovo nel Partito più rappresentativo della nostra nazione, sia sotto il profilo storico che filosofico, sotto un profilo che può essere anche definito come “pedagogico”, in quanto l’insegnamento del pensiero liberale è sicuramente l’approccio più giusto per poter ricostruire questa nazione per la sua essenza di cultura e letteratura,  arte e filosofia.

Oramai principi che alla nuova classe “giovane” pare non interessano più, ma individuo in questo mio discorso quasi angosciante della positività. Le proposte verranno fatte, ma oramai nella mia visione del reale, come aveva detto Nietzsche ci troviamo in un nichilismo culturale, la fase nella quale la nostra identità politica e sociale è completamente deformata da questo clima.

Ma come diceva Nietzsche, il nichilismo ha una fine, e a tale momento accade la nascita dell’oltreuomo, individuabile come l’utopico liberale. Il tempo non è mai nemico, e riprendendo un passo del mio romanzo “Fight Combatti il tuo Destino”, “ Forse il male non distrugge ma serve a ricostruire”.

 

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