Il 25 aprile 1944 fu l’inizio e l’esplicitazione totale della lotta al fascismo ed ai tedeschi che avevano occupato l’Italia  dopo l’armistizio di Cassibile dell’otto settembre 1943.

Una lotta durissima e senza possibilità di rivincite, ma che ebbe diversi aiuti nel tempo, sopratutto dai tanti che cambiarono “casacca ed idea politica” come Davide Lajolo, fascista e capitano dell’esercito nazionale in Ispagna. Fuggito insieme al liberale Edgardo Sogno e rifugiatosi in Italia, dette la spiegazione al suo nuovo essere politico con un testo “Il Voltagabbana” che divenne famoso per la chiarezza e semplicità.

Lo scrivente ebbe il piacere di conoscerlo, di accompagnare Lajolo dalla Casa Editrice Vallecchi in Firenze, a Bologna in auto e rendersi conto che avere scritto “Il Voltagabbana”  era stato un trauma non indifferente e, sopratutto odiato a sinistra del nuovo schieramento politico senza se e senza ma.

Non ci fu solo Lajolo in quel periodo: va reso un grande grazie a quanti si batterono per fare cambiare modo di pensare e riflettere su questa “transumanza” politica necessaria al nostro Paese per la formazione di tante frazioni politiche in giro per l’Italia.

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