La società non è un’entità o organismo al di fuori e al di sopra dell’individuo”.

Così recita un importante passo del libro di don Luigi Sturzo “Del metodo sociologico”. Il corso degli eventi, purtroppo, contraddice ampiamente ciò che il notabile siciliano sostiene in questo volume del 1950. Da sempre la società discrimina l’individuo per le ragioni più diverse: dall’orientamento politico, quello sessuale fino ad arrivare al colore della pelle. La società, sin da subito, si è eretta come giudice ultimo su quale siano gli obiettivi che ogni membro al suo interno deve perseguire, e ha cercato di piegare al proprio volere ogni oppositore con qualsiasi mezzo. Di esempi la storia ne è piena e riguardano tutto il globo, poiché la paura del diverso non ha confini territoriali. Da questo punto di vista, il Novecento, è stato un secolo ricco di contraddizioni poiché, nonostante i numerosi progressi in qualità di diritti e libertà individuali, è stata l’epoca dove la società, in nome di ideali folli, ha compiuto i gesti più atroci della storia dell’uomo. A questo proposito, le dimostrazioni più efferate sono lo sterminio degli ebrei da parte dei nazionalsocialisti tedeschi, e la persecuzione di avversatori politici e omosessuali da parte dei comunisti sovietici. È evidente che il denominatore comune che ha portato al compimento di queste tragedie sia il collettivismo, che impone la società al di fuori e al di sopra dell’individuo. Questa ideologia non permette che qualcuno possa discostarsi dal pensiero unico, non prevede alcun tipo di democrazia al suo interno ed è, di conseguenza, incapace di accettare il dissenso.

Nel periodo recente, sono in molti che guardano a queste linee di pensiero con crescente nostalgia ritenendole le ultime speranze per risollevare il paese da un’economia che da troppo tempo ristagna. La storia, indubbiamente, continua ad essere una cattiva insegnante se, ancora nel 2019, tornano in voga ideologie collettivistiche e viene, ancora una volta, ignorata l’unica alternativa democratica che si pone come obiettivo il progresso di ogni individuo all’interno della società, assecondando le sue inclinazioni e il suo interesse personale: il liberalismo.

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