‘’L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste dalla presente la legge e dalle altre disposizioni normative che disciplinano i singoli procedimenti, nonché ai principi dell’ordinamento comunitario’’.

Così recita la parte introduttiva della legge 241/1990, una legge fondamentale sia agli occhi del Diritto Amministrativo che della Scienza dell’Amministrazione. Tale legge rappresentò il fulcro del processo di democratizzazione delle pubbliche amministrazioni nei riguardi dei cittadini, da quel momento attivi nella partecipazione ai processi decisionali delle P.A. favorendo per altro la comunicazione, ‘’politica’’ fondamentale per la creazione di un connubio fra pubblici poteri e cittadini. Infatti tale legge di riforma sul procedimento amministrativo, diede le basi per la creazione negli anni 2000 di un’amministrazione informatizzata e digitalizzata, sul piano teorico nei riguardi della massimizzazione del lavoro e nel minimo periodo di tempo per attuare l’erogazione dei servizi amministrativi. Sono profondamente colpito anche per via che i successivi iter parlamentari e governativi  che resero concreto il rinnovamento della democratizzazione nel potere amministrativo diedero un impulso notevole alla nostra nazione, prima agli inizi degli anni 2000 ad utilizzare le tecnologie informatiche e telematiche per erogare servizi al cittadino. Tuttavia non posso altro che provare dispiacere per un’amministrazione semplificata giuridicamente e ‘’perfetta’’ sotto il piano teorico che non è stata agevolata agli inizi della prima metà degli anni 2010, in quanto sopraffatta da un governo sinistroide e incapace di provvedere ai bisogni del cittadino per quanto riguarda il settore pubblico. Soprattutto bisogna fare memoria che quando la legge 241/1990 venne approvata, il Partito Liberale rappresentava  il ‘’non plus ultra’’ per il benessere del cittadino a livello sociale e anche tale legge riprende in parte un’ideologia appartenente alla cultura liberale e costituzionalista.

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