Il sovranismo è un’ideologia che, negli ultimi anni, ha ottenuto una rapida crescita in termini di consensi in quasi tutte le maggiori democrazie occidentali. Il successo più importante lo ha avuto nel novembre 2016 con l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, in seguito ad un aspro confronto con Hillary Clinton, e ad una delle campagne elettorali dal livello più basso che si possano ricordare nella storia politica americana. Tuttavia la vittoria dell’egocentrico magnate di New York non è un caso isolato. Sempre nello stesso anno, i movimenti sovranisti sono riusciti a mettere a segno un altro grande colpo col clamoroso risultato del referendum britannico sulla Brexit, sul quale ancora il governo di Londra, con a capo Theresa May, e le istituzioni europee stanno discutendo le modalità d’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

La logica di base del sovranismo è la riacquisizione di competenze e poteri che in precedenza sono stati ceduti ad enti sovranazionali o organi internazionali. È attraverso il programma di riconquista della propria identità nazionale, dei propri valori e tradizioni, che i partiti sovranisti costruiscono il loro consenso popolare. Tutto ciò è anche favorito dalla particolare congiuntura economica e politica del pianeta, poiché la morsa della crisi del 2008 è ancora persistente in alcuni Paesi, specialmente quelli del Sud Europa tra cui l’Italia. Infatti, una delle conseguenze del perdurare dello stallo economico la si è avuta nelle elezioni politiche del 4 marzo 2018, dove, movimenti populisti (Movimento 5 Stelle) e sovranisti (Lega), sono riusciti a raggiungere la maggioranza e a formare un esecutivo atipico e pericoloso. Le manovre messe in atto in quest’anno di governo possono rivelarsi senza ritorno, visto il debito in continuo aumento, l’abbassamento del rating da parte delle agenzie specializzate internazionali (Standard & Poor’s e Moody’s Investor Service) e i continui moniti per la diminuzione del deficit da parte della Commissione europea. È proprio l’apparenza che ogni problema sia esogeno alle misure intraprese nel corso degli anni dall’Italia a trarre in inganno gli italiani, poiché la nostra classe politica ha grande abilità nel trovare appigli esterni per giustificare i fallimenti delle promesse irraggiungibili fatte in campagna elettorale. La responsabilità di condizioni tanto critiche vanno redistribuite tra tutte le forze che hanno governato dal secondo dopoguerra fino ad oggi, ed hanno portato estremisti populisti e sovranisti alla guida del Paese ponendo il suo equilibrio finanziario e politico in serio rischio.

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