A partire dagli anni ’80 ogni realtà nazionale retta da un sistema politico sui principi della democrazia rappresentativa, ha subito una profonda evoluzione anche nell’impianto economico. Mi sembra necessario affermare che gli USA e la Gran Bretagna hanno attuato una politica economica neoliberista. Il New Public Management rappresenta la costante economica che ha permesso il processo di modernizzazione liberale. Il Liberalismo visto sotto questa prospettiva ha permesso di attuare il binomio fra pubblico e privato nel settore lavorativo, definendo un’economia statale condizionata dalle prospettive vantaggiose della filosofia della privatizzazione, come ad esempio il processo di costituzione delle agenzie, digitalizzazione e informatizzazione del sistema amministrativo, con la graduale eliminazione dello “spoyl sistem” ovvero eleggere coloro che svolgono funzioni amministrative sulla base del principio di elezione politica. L’economia della destra neoliberista è l’unica filosofia che permette lo sviluppo graduale e costante del mercato, costituendo nuove opportunità di lavoro in maniera “naturale”. Inutile mi sembra, l’attuazione del confronto con la distopia economica sinistroide che produrrebbe solamente povertà, come per altro è stato osservato nella storia ( Cuba, Albania, Cina, Unione Sovietica)…

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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