Al largo delle coste della regione di Tohoku, nel Giappone settentrionale, si è verificata una scossa di terremoto di magnitudo 8.9 che ha causato uno tsunami di proporzioni catastrofiche. Le stime parlano di 1.200 morti e di 784 dispersi, ma i numeri sono destinati a salire. Tokyo e Sendai sono le città maggiormente colpite dallo tsunami, che ha invaso le strade cittadine trascinandosi tutto ciò che trovava lungo il proprio cammino.
La comunità internazionale pare ancora scioccata, tanto da non reagire con un’azione immediata di sostegno al Giappone, che non riesce da solo a far fronte alle enormi emergenze.

Nella regione colpita, le linee telefoniche sono interrotte e diverse centrali nucleari hanno subito danni. Ciò che preoccupa maggiormente è l’esplosione della gabbia del reattore della centrale Fukushima N1 (la Fukushima-Daiichi), tanto che il governo nipponico ha decretato lo sgombero degli edifici limitrofi per un raggio di 20km.
Nel frattempo, in Italia, più che pensare ad una politica di aiuti al Giappone, si è riaperto il dibattito sulle centrali nucleari, cogliendo così l’occasione del disastro per strumentalizzare un tema che dovrebbe essere seriamente analizzato. La polemica contrappone le tifoserie dell’energia nucleare e delle fonti rinnovabili. C’è chi pensa, quindi, che la catastrofe nipponica possa servire a bocciare la politica di investimento sul nucleare in Italia. L’errore di valutazione in questa contesa sta nel fatto che, a differenza nostra, il Giappone confina con la “cintura del fuoco”, motivo per cui i frequenti terremoti hanno portato il paese all’applicazione della più rigida legge antisismica al mondo.

In Italia, c’è invece la convinzione che, l’angoscia per le catastrofi nucleari serva da deterrente per gli incentivi, in una utile battaglia politico-demagogica spinta sulle paure della gente, lontana da una corretta informazione.

Nucleare e fonti rinnovabili vengono spesso ad essere contrapposte, nella convinzione che incentivare l’uno è in danno all’altro. Questo accade, perché vi sono due tifoserie lontane dal comprendere le opportunità che possono derivare dall’utilizzo di diverse risorse.

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