Historia magistra vitae, la storia è maestra di vita. Frase latina che occorrerebbe sempre tener presente per analizzare e valutare con lucidità gli accadimenti che la cronaca ci offre. A tal proposito, con riferimento ai presunti finanziamenti russi alla Lega, sarebbe opportuno non dimenticare che per circa un cinquantennio l’ex Unione Sovietica ha sovvenzionato cospicuamente il Partito Comunista Italiano. Un rapporto d’amore antico e viscerale con lo scopo di far crescere anche e soprattutto in Occidente il fronte comunista: strategia precisa che per anni ha portato milioni di dollari nelle casse del PCI.

E’ per questo motivo che lo strabismo di alcuni osservatori e commentatori politici rasenta la malafede condita dalla tipica italiota ipocrisia.

Molti si stanno scandalizzando nell’apprendere che forse la Russia avrebbe, in maniera indiretta e da dimostrare, aiutato economicamente la Lega (solo la Lega?).

Peccato che nessuno, o solo in pochi, stanno ricordando che dal 1945 sino agli anni Novanta Mosca han inondato di denaro il Partito Comunista Italiano.

In sostanza il PCI ha intascato denaro da uno Stato nemico e non facente parte del Patto Atlantico per organizzare la propria presenza e tenere in vita una elefantiaca e costosa organizzazione in un periodo storico in cui a prevalere era la cosiddetta “Guerra Fredda”.
Ma si sa che la doppia morale della sinistra non consente una lettura imparziale della realtà e dei fatti che la sottendono. Da qui i silenzi imbarazzati di chi conosce bene il meccanismo del finanziamento della politica e ancora oggi potrebbe testimoniare quanto è avvenuto in Italia per circa cinque decenni.

Il PCI ha goduto di cospicui flussi economici dall’URSS che per garantirsi una posizione di favore nel Mediterraneo non ha lesinato aiuti “fraterni” ai comunisti posti al di là della cortina di ferro: aspetto all’epoca noto ai verginali iscritti e dirigenti di via delle Botteghe Oscure.

Ma si sa che la memoria degli avvenimenti cede troppo spesso il passo alle notizie dell’oggi garantendo in tal modo una rimozione voluta e desiderata di tutto ciò che anche di illegale è avvenuto prima. A maggior ragione lo sanno i “compagni” il cui partito di appartenenza ha da sempre ricevuto denaro dal Cremlino, sebbene oggi sembrino cadere dalle nuvole.

Pertanto, suscita ilarità che una certa stampa politicamente orientata si meraviglia circa quanto sarebbe avvenuto a favore della Lega (solo della Lega?).

E’ noto che la politica ha un costo e che non è facile mantenere in vita un partito solo con le quote di iscrizione, le donazioni estemporanee, o la vendita di birra e panini durante i raduni o i congressi. Il sistema economico dei partiti da sempre si è alimentato grazie ai contributi italiani ed esteri, talvolta sfocianti in tangenti e mazzette, oppure in forme occulte di finanziamento.

Pertanto nel caso della Lega, se sono stati commessi reati è giusto che vengano perseguiti e sanzionati, nessuno però indossi i panni della candida purezza piuttosto sforzandosi di ricordare la propria storia prima di indignarsi e sputar sentenze su quella degli altri.

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