Bisognerebbe attuare politiche di prevenzione anche nell’etere? Il Web sommerso, spesso erroneamente confuso con il Dark Web, è l’insieme delle risorse informative del Word Wide Web (WWW) non segnalate dai normali motori di ricerca. Il Web è costituito da oltre 550 miliardi di documenti e 18 milioni di Gigabyte, mentre gli ordinari motori di ricerca ne utilizzano solamente 2 miliardi ( nemmeno l’uno per cento). Secondo le più avanzate teorie dell’informazione il Web è suddiviso in 6 livelli: -Web Comune – il surface web dove operano server informatici e siti come Reddit; – il bergie web, ultimo livello accessibile senza particolari strumenti e conoscenze, ospita i risultati nascosti di Google. – il deep web, al quale si accede utilizzando speciali tipi di software e vi sono i canali di comunicazione fra gli hacker. – il charter web dove vi sono i forum nei quali si muovono criminali informatici, dediti sia allo spaccio di sostanze stupefacenti e anche al traffico di armi. -il marianas web, che si dice comprenda l’80 percento di Internet e che i suoi contenuti siano del tutto sconosciuti. Premesso che la branca dell’apparato giudiziario che si occupa di attuare prevenzione informatica è la polizia postale, la quale agisce fino al terzo livello del WWW (Word Wide Web), non sarebbe anche opportuno attuare una reale attività di polizia informatica che possa prevenire tutti quei crimini che ogni giorno ‘’passano’’ nella rete? Fra flussi di dati e informazioni sensibili?. È già cosa nota, l’esistenza del Diritto dell’Informazione o del Diritto dell’Amministrazione Digitale, bisognerebbe attuare una vera e propria legislazione informatica per tutelare tutto ciò che non è presente nella realtà fisica e che quotidianamente si aggira nel Cyber-Spazio.

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