Il Senato, se con una mano ha dato il via libera alla fiducia posta sul decreto sicurezza-bis, con l’altra pudicamente coprirà la nefandezza dell’assenza di una politica unica di maggioranza in materia di trasporti e grandi infrastrutture.

Anche la prima norma, tuttavia, ha finito per sorvolare del tutto i problemi dell’ordine pubblico interno (quali la cura e il giusto trattamento economico alle nostre forze di polizia), è stata omissiva in riferimento ai capisaldi di tutela della popolazione, ha bordeggiato in ordine al rafforzamento degli organici di P. S., non dicendo alcunché sugli stanziamenti necessari per ripristinare aree che sono ancora colme dei rifiuti provocati dalle roboanti ruspe, financo ai tanti altri aspetti che fanno poca notizia, pur essendo ancora emergenziali.

Però la “questione-migranti” appare ormai come l’unico velo che oscura le nostre pupille e pure obnubila la vista di un Ministro degli Interni che, con assoluta evidenza, trova nella chiusura dei porti e nei divieti di sbarco un modo per fare sempre notizia a buon mercato.

La ragione di fondo, però, che sanerà sempre i maldipancia governativi, finendo per far superare di slancio ogni ostacolo che si intravede sul futuro dei due soci in commedia é un’altra ed è palese a tutti. Quando mai riusciranno a trovare un impiego equivalente (che sta facendo introitar loro decine di migliaia di €uro mensili), nella vita reale, quelle centinaia di spiantati di maggioranza che hanno vinto, poco più di un anno fa, la Lotteria maggioritaria indossando le divise “M5S-Grillo” e “Salvini-Berlusconi”?

Perchè -in fondo- questo è il vero motivo che terrà sempre insieme ex-disoccupati nullafacenti, che si insultano un giorno sì e l’altro pure.

Noi viviamo in una epoca politica dove i concetti di “destra”, “sinistra”, “centro” e “da soli”, appaiono ormai del tutto privi di significato ma che pure un selfie soffiato e momentaneo, tuttavia scattato nel luogo giusto e nel momento opportuno, vale molto di  più della concreta proposta operativa e gestionale.

Così questa politica maggioritaria si è trasposta in una pura realtà leaderistica.

Un tipo di confronto dove l’arte di inginocchiarsi ai piedi del capo di turno ha preso il posto del concreto impegno tra la gente e i suoi problemi.

Intanto le più giovani e colte generazioni stanno abbandonando un Paese condotto da baldi capipopolo che, esibendo una faccia di bronzo senza pari, si inventano pure il “mandato zero” per garantirsi la eterna sopravvivenza.

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