Nel “Trattato dei Tre impostori”, pubblicato di recente da Einaudi con la prefazione di Piergiorgio Odifreddi, Baruch Spinoza individua gli artefici dell’inganno alla ragione in Mosè, Cristo e Maometto, omettendo Platone e i suoi seguaci, creatori di una Metafisica non meno fantasiosa e mendace (Mondo iperuranio, Anime in caduta libera etc.)
Noi che viviamo nel terzo millennio possiamo tranquillamente aggiungervi i filosofi post-hegeliani di sinistra e di destra, più “impostori” di quelli Spinoziani, quanto a illusioni date all’Umanità.
Agli uni e agli altri possono imputarsi non solo le malefatte a danno di una conoscenza distorta da una fantasia tanto immaginifica quanto fallace ma vere e proprie atrocità perseguite con ferocia contro i “dissenzienti”, massacrati nel corso della Storia in varie parti del mondo (da Alessandria d’Egitto a Gerusalemme e Terra Santa, dal Centro-america alle Filippine, dalla Germania Nazista all’Unione Sovietica).
La divisione politica nell’Occidente del Pianeta, fino a qualche decennio fa, scaturivava dai verbi rivoluzionari religiosi di Mosè e di Cristo e da quelli filosofici dei post-hegeliani di sinistra (Marx) (che promettevano di realizzare l’uguaglianza di tutti gli esseri umani) e dalla loro contrapposizione alle posizioni conservatrici e razionali dei liberali di matrice anglosassone, empiristica e pragmatica, oltre che ai seguaci della Destra post-hegeliana (che, partendo dal presupposto, nella sua lontana origine, ebraico, di popoli eletti perché amati da Dio, si proponeva di garantire a essi condizioni di supremazia su altri popoli).
Per semplificare i termini della lotta politica di allora, si diceva che i poveri stavano con i cristiani e i marxisti e gli agiati dalla parte dei conservatori anglosassoni e dei superuomini nietzschiani.
Nel quadro di tale riduzione a unità, si aggiungeva che i “pauperisti” si proponevano di realizzare obiettivi universalistici e che i filo-ricchi puntavano, invece, al benessere dei cittadini della Nazione, dove operavano (sotto il profilo meramente economico, l’unico valutabile in termini concreti).
Tale contrasto che ha sconvolto per ben due secoli la visione della vita politica, oggi (per buona fortuna) vive solo di patetiche nostalgie di generazioni anziane e di residui annacquati dei vecchi furori rivoluzionari in pochi giovani.
La situazione politica odierna in Occidente si presenta con caratteristiche del tutto diverse, anche se la gente fatica ad approfondire i problemi per rendersene conto.
Le illusioni e le proclamazioni politiche di un “mondo di uguali” sono crollate, sia a livello religioso sia a livello politico-filosofico.
In loro luogo, a sinistra, è sorto tutto un chiacchiericcio diffuso ma vago sui diritti umani inalienabili, sulle istanze fondamentali e irrinunciabili dell’umanità a contrastare i privilegi e via discorrendo. In altre parole, si continuano a blaterare e a propalare agli adepti astrazioni e fumisterie, parlando sempre in termini di ecumenismo e di universalismo di azione politica (la polis è allargata all’intero territorio del globo), ma poca convizione e credibilità; tanto che la Sinistra è in crisi ovunque.
A destra, un ritorno alla distinzione machiavellica tra “politica” (cura dei problemi della polis) e “morale” (cura della propria anima per renderla meritevole di una felice vita ultraterrena o di un’approvazione solidale dell’umanità) ha reso possibile un “voto di pancia” come ultimo grido di chi non ne può più di buonismi astratti e intende mantenere il livello concreto di benessere raggiunto da ogni singolo popolo determinato, circoscritto e bene individuato; e di migliorarlo nei limiti del possibile,
Messo in tali termini, lo stesso contrasto tra Sinistra e Destra è divenuto inutile e pretestuoso.
Una mano alla Sinistra sempre più in crisi d’identità, soprattutto nel mondo occidentale, è stata tesa, però, proprio dai ricchi un tempo da essa odiati.
I Paperoni della Finanza Occidentale, detentori dei pacchetti azionari di molte strutture operative mass-mediatiche e comunque erogatori di mutui e prestiti bancari a giornali ed emittenti televisive in difficoltà o in crescita hanno trovato, con l’aiuto appunto della stampa e della radiotelevisione, il sostegno necessario al loro Capitalismo meramente monetario: a) nei Democratici Statunitensi, b) nei Laburisti Inglesi, c) nei Cristiano-sociali e nei socialdemocratici europei (in questo caso con i liberali europei, concettualmente diversi se non opposti a quelli anglosassoni, in posizione caudataria).
I colpi inferti dalla Brexit e da Trump al sistema instaurato dai Finanzieri (anche se sorretto dalla Sinistra e dai Mass-media) in Occidente, hanno reso l’Unione Europea, gestita da funzionari bancari sensibili alle pressioni dei banchieri, l’ultima spiaggia dove combattere fino all’ultimo per non soccombere anche su tale residuo fronte di resistenza.
Cìè chi sostiene, però, che in Italia, la trincea del Sinistrismo per gli gnomi della Finanza si presenti estremamente fragile.
Il Partito Democratico, dopo le panzane politiche e soprattutto giuridiche di Matteo Renzi, improvvidamente lodato da un Tony Blair, sinistrorso “incorporato”, ad alti livelli, nel sistema bancario, è stato travolto elettoralmente e non dà segni di ripresa.
I pentastellati di Grillo, come truppe di riserva della gauche, tenute in quarantena e in osservazione per decenni e poi scaraventati nell’agone politico, hanno litigato troppo aspramente con i Democratici per non destare sospetti su possibili future alleanze con i medesimi, sia pure patrocinate da misteriose e semi-occulte “piattaforme mediatiche” (non si sa, infatti, da chi finanziate ma significativamente e non a caso intestate a Rousseau).
Il quadro per evitare i cosiddetti “voti di pancia” che hanno consentito la Brexit e l’elezione di Donald Trump non è roseo per i Paperoni di Wall Street e della City, anche se in Italia possono contare ancora su “amici molto potenti” e ben collocati e sul sostegno del sistema mass-mediatico con poche eccezioni.
C’è chi ritiene che ne vedremo delle belle! Anche perché nei giochi politici ormai intervengono anche le voci libere che per diffondersi on line non hanno bisogno di editori in libro-paga delle banche. Ma sono solo “voci libere” e non “potenti” come quelle degli “insediati”.
Comunque, il primo banco di prova per le Centrali finanziarie è il rinvio delle elezioni. Riusciranno i Paperon dei Paperoni a ottenerlo? A breve, l’ardua risposta!

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