Un moderato liberale di media cultura ed esperienza politica, rispettoso delle opinioni altrui, non può appiattirsi sul vacuo sovranismo autoreferenziale di Matteo Salvini e neppure sulle idee esclusivamente antieuropeiste dei Boris nostrani. O, meglio, non possono essere solo questi i filoni conduttori di un pensiero unico per gli attuali oppositori alla logica, troppo di sinistra, che anima il governo “Conte II”.

Questo non è proprio il bipolarismo che pure molti di noi hanno o sostenuto contro la grande, eccessiva proliferazione dei partiti che avevano animato la cosiddetta I^Repubblica.
Dire queste cose è propugnare il ritorno al vecchio, o promuovere un minimo di buonsenso moderato? Che non può avere come unico ed esclusivo filo conduttore la questione dei migranti: essendovi molti altri aspetti prioritari nell’agenda di una opposizione a un governo di sinistra come non è mai stato.
A cominciare dalla preminenza delle tematiche economiche che, con l’avvento di un nuovo e preminente soggetto di pianificazione, l’Europa, necessitano sempre di nuovi aggiornamenti e rimodulazioni di programmi.
Per proseguire con la qualità della vita nelle nostre città nell’epoca della grave emergenza climatica. Per non parlare del trasporto delle persone e delle merci lungo assi viari e ferroviari da gestire con sempre maggiore attenzione, passando attraverso il concetto di un servizio universale che andrebbe ricalibrato.
Su queste tematiche andrà strutturata la fase critica al governo “Conte II”, un esecutivo troppo sbilanciato a sinistra e ancora con risposte in via di definizione.
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