Nonostante mi sia permesso di essere critico anche nei confronti del modello istituzionale Welfare, chiarisco che non è un modello che non può assicurare la libertà funzionale per spingere l’uomo all’autoconservazione ma tuttavia vi sono ancora quelle ‘’piccole incrinature’’ che a lungo andare nel corso del tempo provocano disagio interiore nella prospettiva dello spirito all’individuo. Senza precisare quale sia la forma di Stato funzionale per realizzazione del benessere di ogni individuo, in quanto strutturalmente esiste già lo Stato Welfare, nonostante le disarmonie economiche la sua strutturazione dialettica permette l’accesso a questo filone teorico che non appartiene a me, o meglio mi appartiene come a tutti gli esseri umani. La dottrina sulla quale bisogna impostare i principi per costruire l’autoconservazione è la razionalità abbinata alla libertà, ciò che deve essere definito come razionaliberalismo.
L’uomo come essere pensate e fautore di ogni istituzione metafisica, mediante l’utilizzo della razionalità affidata all’intelletto servendosi della condizione di libertà spirituale attua azioni funzionali per la costruzione di eventi che non faranno altro che portare beneficio. In tale società, bisognerebbe comprendere che la libertà deve rientrare nei limiti imposti dalla legge ( concetto metafisico) ma deve essere ‘’sfruttata’’ nella maniera più ampia per poter realizzare azioni che renderanno l’uomo capace di ogni creazione istituzionale e realmente democratica. Infatti in tale società, gli errori sono molti, affidarsi a realtà politiche che non esistono o nemmeno hanno più un senso ( neonazismo, neofascismo), non pensare oppure non agire secondo i propri pensieri comandati dalla propria sfera razionale. In questo mondo, non vi è molto spazio per il razionaliberalismo finché gli stessi individui non comprenderanno che tali ideali sono morti da tempo, e solo allora si potrà ricostruire, utilizzando le nostre facoltà riuscendo a raggiungere quell’armonia e soprattutto quel benessere che gli individui hanno come oggetto di discussione ma non fanno altro che renderlo, mediante le loro azioni non accostate alla razionalità, solamente un utopia.

*Contributo di un giovane della Gioventù Liberale Italiana

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