Mi chiedo se l’Italia sia veramente unita, o se vi sia in atto una divisione profonda che sta portando verso il baratro dei pregiudizi che ne fanno terra di nessuno. La riflessione è doverosa dopo le dichiarazioni di Luca Zaia, governatore del Veneto, il quale per lui l’unità d’Italia è un fatto nostro, e Garibaldi, Cavour, Mazzini, i fratelli Bandiera potrebbero essere sostituiti da Bossi e compagni. E’ irreale che si possa scomporre e tranciare la storia, che i 16 veneti che parteciparono alla sbarco dei Mille lo fecero per una semplice passeggiata, Zaia non può mortificare un intero popolo che devo riconoscere non esente da colpe ataviche e progioniero delle sue forme di eccesso di appiattimento.

Il popolo calabrese deve ribellarsi e sentirsi italiano non delegato al ruolo di malcostume, questo deve essere l’obiettivo primario avere la forza di reagire, per fare questo c’è bisogno di rinnovamento in ogni settore. L’Italia è una sola dobbiamo combattere chi ci vuole delegare e emarginare, perchè dimostriamo di avere incapacità ed esportiamo ‘ndrine e viviamo di assistenzialismo. Per fare questo deve iniziare un periodo “del fare”, la classe politica va rinnovata, rimosso chi fa teatrino e gioca sulla pelle dei cittadini.
Oggi ancora si parla di nordisti e sudisti, un Sud martoriato anche dal suo modo di fare, siamo processati ogni giorno, ma ci siamo chiesti perchè?

Iniziamo una nostra rivoluzione culturale, non possiamo sentirci giudicati e ricevere lezioni di vita, la Calabria è formata da persone perbene e talenti, eppure tantissimi incapaci tormentano la nostra esistenza. Il Veneto nel 1952 era la regione più povera d’italia, oggi la più ricca, si riconoscono una mentalità diversa, ma questo non può essere una scusa a chiuderci nel nostro più assordante vittimismo. Noi siamo italiani, ma dobbiamo dimostrarlo con la nostra grande determinazione e tenacia, la schiena dritta e buttare via per sempre il cappello che ci distingue. Territori di una bellezza straordinaria, cervelli che potrebbero dare una svolta definitiva, è difficile ma almeno proviamoci altrimenti Zaia ha ragione e i suoi amici fanno gruppo per ritornare all’Italia degli staterelli.

Abbiamo dato il nostro contributo merviglioso a realizzare un’Italia che è la settima potenza del mondo. I lavori più umili hanno segnato la nostra vita, oggi dobbiamo raccogliere quello che abbiamo seminato. Allontaniamo le ‘ndrine, il malaffare, la cattiva politica, i politicanti che vivono sulle nostre spalle, gridiamo al mondo la nostra libertà. Dobbiamo essere pronti a tutto come hanno fatto i tanti che hanno dato la vita per unire l’Italia lo dobbiamo fare per avere un futuro di dignità, senza vergognarci di nulla e di nessuno. Noi non dobbiamo essere il cancro di una nazione e aditati come coloro che è meglio non avere, diventiamo indispensabili, facciamo rispettare e onorare chi ha contribuito allo sviluppo di questo Paese. Bossi e soci che hanno fatto? Nulla, cavalcano la tigre del nostro degrado e di quello che sviluppiamo, indicandoci come figli di fannulloni e vagabondi.

Trasformiamo la nostra sofferenza in gioia, noi amiamo la nostra nazione, non vogliamo divisioni come sogna qualcuno, dobbiamo combattere le ‘ndrine, uscire e abbandonare i luoghi comuni che oggi ci hanno emarginato. Non vogliamo tre Italie ma una e sola che abbia il solo scopo di non far dimenticare che le guerre sono state combattute da nord a sud, che i morti e i tanti eroi hanno indicato che l’Italia è racchiusa in un unico cuore che batte dalle alpi alla Sicilia.

W l’Italia unita!

Eugenio Barca
Commissario regionale Calabria
Partito Liberale Italiano

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