“Mi invitano a una conferenza a Napoli. Panel interessantissimo, si parla di primavera araba, ci sono anche molti industriali italiani. Dopo la prima giornata di lavori, c’invitano al teatro San Carlo e, seduti comodi sulle belle poltroncine rosse appena restaurate, ascoltiamo attenti una graziosa signora che ci racconta la storia di quel gioiello. Seduto accanto a me un industriale del nord, un po’ in là con gli anni, panza alla zuava e abbigliamento finto elegante, vero cafone. Sull’ arco sopra il proscenio, la signora ci fa notare lo stemma dei Borbone.

Il caro industriale del nord sbotta, con accenti che evocano discese e salite tra i monti : ”ma che c’entra, ci dovrebbe essere quello dei Savoia. Erano loro i re d’Italia”. Io mi giro, lo squadro con lo sguardo che denota interesse, come una cozza il suo scoglio, una cimice il suo cane, un sorcio il suo formaggio, sorrido candida come un infezione  e gli dico: “ma dalle vostre parti, tra le valli e le caprette che fanno ciao, avete anche le scuole? Mi perdoni sa, io sono norvegese, parlo male l’italiano. Ma lei ha sentito mai parlare di Regno delle due Sicilie? Capisco che il concetto possa suonarle strano, le hanno sempre detto che la Sicilia è una sola, ma il Regno era il Regno dei Borbone”. Lui , paonazzo, stava per saltarmi al collo, io imperterrita ho continuato : “ma lo sa che quando noi al sud avevamo la giornata lavorativa di otto ore grazie a Ferdinando di Borbone, voi ancora avevate l’elmo con le corna?”; a questo punto mi ha portata via a forza il mio amico. Era aria di duello. Io avevo il guanto in mano, il testimone, l’avrei passato all’arma bianca e poi spedito a casa sua avvolto da una bandiera verde. Il terrone che alberga in me non avrebbe fatto prigionieri. Poi, ragionando ho pensato che era meglio lasciar correre. L’ho aspettato dietro la tenda dell’uscita e gli ho fatto lo sgambetto.”

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2 COMMENTI

  1. Gentile signora Elvira, mi creda se le dico che, anche qui tra valli e caprette, la maggioranza della gente è andata a scuola, conosce la storia d’Italia, è conscia dello spessore del Regno delle due Sicilie e dei suoi Sovrani; ed anche per noi la bandiera è verde solo per un terzo, con gli altri due terzi che sono bianchi e rossi. Non ne voglia a tutto il nord solo per qualche cafone ignorante. Non si ponga al loro livello.
    E mi permetta di spezzare una lancia a favore di quei montanari dei Savoia, che quando hanno concesso la Costituzione poi l’hanno mantenuta e difesa. E poi, in fin dei conti, Francesco II era mezzo Savoia pure lui! 🙂

  2. salve Luca. mi creda, io ho tanti amici nordici e ho anche un pò di sangue scandinavo. Mi spiace che lei abbia letto un globale risentimento verso il nord. Io ho odiato con veemenza il tipo in questione. Le dico di più, lo avrei davvero passato per le armi. Quanto ai Savoia, quelli li odio sul serio, tutti. per motivi che ora sarebbe lunghissimo spiegare. Non mi piacciono gli estermisti di qualsiasi latitudine siano. Per il resto si è combattuta una guerra per consentire una discussione come questa. A presto e tanti saluti a heidi, io le saluterò pulcinella…

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