“Manutenzione”, che brutta parola per il popolo pentastallato, quello che ha fatto vincere al M5S elezioni amministrative e politiche. Perché essa sta a significare la perpetuazione delle opere che hanno pur fatto i regimi precedenti: composti, perlopiù, di ladri e malfattori. Sarebbe come se le maggioranze che si sono susseguite al fascismo avessero fatto marcire le opere di Benito Mussolini. Invece no. Perchè una politica seria non distrugge l’esistente. Lo migliora sempre.
Ci sembra che fare una rapida ricognizione su tutte le opere pubbliche italiane sia assai urgente, Regione per Regione. Se non altro perché essa non venga avviata solo  ogniqualvolta si registrano dei morti o dei danni, dei feriti e pure devastazioni a un territorio assai fragile. Si sta avvicinando l’inverno e questa nostra nazione assomiglia sempre più a un bel vestito rigato ormai liso, bucato, usurato e trascurato oltre ogni misura.  Canali che non vengono dragati; corsi d’acqua con il fondo sempre più pieno di detriti di ogni sorta e pure con ostruzioni varie, che si aggiungono all’eccesso di nuova edificazione ; ponti che crollano dopo quarti di secolo e in cui la manutenzione è stata assai ridotta in un Paese che ha bei i 2/3 del proprio territorio composto da colline e montagne; reti ferroviarie che, dove ci sono (perché ci sono parti, es. Sicilia, ancora scarsamente ammodernate), sentono l’usura del tempo. Eppure l’emergenza Italia pare essere solo quella dei conti pubblici: “quest’anno l’Europa non ci ha detto nulla, quindi… va bene”!! Invece no, non va bene affatto.
Le tasse continuiamo a pagarle più o meno uguali, pur con un vestito líso troppo: tanto allo Stato che agli Enti locali. Le nostre reti di trasporto, in particolare, non solo sono divenute sempre minori in rapporto agli altri Paesi europei (e sarebbero decisamente calate se non si fosse entrati nel Sistema europeo di Alta Velocità ferroviaria), ma anche -e fatti dolorosi ce lo testimoniano giorno dopo giorno- la scarsa manutenzione che ad esse è riservata, tanto al centro che in periferia, fa venire i capelli dritti. Perché, nella logica “da miserabili” a cui ci siamo ridotti, sia la prevenzione che la salute e sicurezza vanno poste in secondo piano.
Possibile che non se ne accorga nessuno?
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