Se la peggior sinistra – priva di teli per coprire le protuberanze comuniste luciferine- ancora sgoverna questo paese, senza di aver fatto un minimo di autocritica sui motivi per cui esso è così mal ridotto (a causa un deficit statale pauroso), non è che dall’altra parte della barricata si viva tanto meglio. Poiché la destra (nella sua duplice esperienza governativa, che ha avuto in Berlusconi e Salvini i propri campioni di riferimento) non è che sia riuscita a diffondere un forte messaggio economico: forse perché essa non ce l’ha proprio in testa. Eppure chi di noi, nel 1994, c’è stato per contribuire a sconfiggere la “gioiosa macchina da guerra” che Achille Ochetto (il Caronte che transitó -dalla I^ alla II^ Repubblica- il trinariciuto vocabolario politico comunista, fatto fatto tutto d’odio, d’insulti e di sospetti morali) per primo ideó, aveva pure coltivato l’illusione di respirare della nuova e fresca aria economica: depurata da tutto l’eccesso di statalismo e di deficit assistenziali che già zavorravano il Paese: anche dal punto di vista previdenziale. Oggi, invece, la scomparsa del cd. “ceto medio” ha fatto sì che neppure a destra esistano più le bussole di riferimento. Perché se si critica il “reddito di cittadinanza” (che ha pure raggiunto fasce “discutibili” di popolazione…. mettiamola così), non è che la “quota100” sia stata un granché: nel mentre molti anziani faticano ad arrivare a fine mese.
Neppure un diverso modello operativo d’Europa é riuscita a immaginare questa coalizione alternativa: avvertendo con chiarezza il pericolo di “disboscamento” per le identità nazionali e pure la netta deriva ragionieristica nord-europea che la CE aveva adottato quale corollario della moneta unica. Perché se non studia bene la morfologia della nostra spesa pubblica ricorrente (l’origine del deficit), non si è proprio una classe politica degna di questo nome e non si può urlare proprio nulla al vento. Meglio abbozzare, accontentandosi della pagnotta che ti passano.
Che cosa ha distratto davvero la coalizione di destracentro?
Non c’è dubbio alcuno che il punto debole, il suo vero Tallone d’Achille, sia stato, per essa, il cd. “conflitto di interessi”: di un leader che, per la sua “roba”, ha fatto infrangere i sogni di tutti quelli che hanno creduto a una politica innovativa, perché capace di ripensare questa morfologia ossea di Stato socio-assistenziale, chiamiamolo così per modo di dire…
Sulla parentesi giallo-verde sorvoliamo: posto che quella sorta di copia-incolla messo su da Mattarella (una compagine di alternativi, fratelli-coltelli anche per quanto riguarda gli elettorati e gli interessi da rappresentare) servì solo a tergiversare per un altro anno sui veri problemi, peraltro evidenziando tutte le debolezze umane che avevano i due soci in commedia (Di Maio e Salvini), che hanno solo approfittato del passaggio avuto dal denaro pubblico per succhiare tutti i privilegi del ruolo, non disdegnando di autoincensarsi autopropulsivi del proprio ego, che il potere ti dà. E ora, che abbiamo di fronte?
Un vero deserto di uomini, simboli e partiti, accampamenti di coalizioni, armi, carte, libri e idee. Tutto questo ci spingerebbe per non andare più a votare ….. salvo intese.

CONDIVIDI