Girando per il centro di Roma non noto nulla di insolito. Traffico disordinato; camion in doppia fila in via Crescenzio; persino netturbini che spazzano la strada; vecchi decori natalizi ancora affissi sulle vetrine; soliti cassonetti traboccanti di rifiuti che danno, circondati da sacchetti e sacchetti (grande attrazioni per gabbiani di ogni dimensione), una indecorosa immagine dell’Urbe.
Arrivo in piazza del Risorgimento: è piena di sole. Discendo via Ottaviano con poca gente che fa shopping. Percorro via Giulio Cesare e giro per via Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Ed eccolo lì il primo segno che oggi è un giorno diverso, particolare.
Fuori dalla Caserma c’è un grande Tricolore.
” Allora è oggi”, dico tra me e me.
Consulto rapidamente il web con il mio vecchio telefonino e… “Sì”: oggi, 7 gennaio, é la Festa del Tricolore.
Ripercorro la mia memoria storica: quel 7 di gennaio, nel 1797, a Reggio Emilia, venne esposta una bandiera Tricolore che stava a significare che la Repubblica Cispadana si stava avviando verso la conquista di altri territori; il re sventoló quella bandiera alla vigilia della prima guerra d’indipendenza come nuovo vessillo da seguire e per cui sacrificarsi, combattere, soffrire e morire.
Ci vollero poi altri 68 anni perché il territorio italiano (dopo la Terza guerra d’indipendenza) trovasse il suo completamento con il Triveneto: peró fu da quel 7 di gennaio che il nostro Tricolore assunse dignità.
Servirono però quasi due secoli perché una legge dello Stato (la n. 671 del 31 dicembre 1966) stabilisse che il 7 gennaio fosse la data in cui festeggiare il Tricolore.
Con buona pace di tutti i nostri gorgheggianti sovranisti che si stracciano le vesti ogniqualvolta l’Europa ci toglie identità e poi dimenticano pure queste ricorrenze.
Ah, nel 1996 governava l’emiliano Prodi. Conflitto di interessi?

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