L’attenzione degli italiani,come del resto quella del mondo,in questi giorni é focalizzata sul virus sviluppatosi in Cina.Probabilmente per questo motivo da noi non ha colpito con l’evidenza che merita la notizia della variazione,seppur minima,dell’andamento della nostra economia nell’ultimo trimestre dello scorso anno,che ha assunto caratteristiche negative.Di questo fenomeno ciò che colpisce di più é che l’Italia é in controtendenza rispetto agli altri paesi della UE.Essi,davanti alle grandezze analoghe dei loro conti,seppur limitate,hanno il segno positivo.Il dato é tanto più allarmante perché é affiancato dai numeri del debito pubblico,della spesa pubblica e dei vincoli di bilancio,tutti che spaziano senza controllo.Tale situazione diventa ancor più allarmante se si considera che meglio di noi fanno anche Spagna,Portogallo e Grecia.Al di là di tutti i distinguo e i correttivi che si vogliano apportare ai nostri indicatori, tirando in ballo la situazione di rallentamento dell’economia europea e di quella mondiale,l’analisi di chi vuole avere almeno un fumus della genesi dello stato attuale della nazione deve prendere avvio dall’inizio dello scorso decennio.I governi che si sono succeduti hanno in pratica disatteso in buona parte gli impegni assunti dai partiti durante le campagne elettorali,nonché quelli presi con la UE.
É in uso in seno all’esecutivo, dall’inizio dello scorso decennio,un sotterfugio simile alla più recente formula “salvo intese” che chiude molte delle decisioni importanti da esso adottate,allontanando ogni certezza dell’attuazione e dei tempi previsti per le stesse,Si tratta della cosiddetta “sterilizzazione” dell’IVA.In sostanza si sottopone a condizione sospensiva l’aumento delle aliquote,rimandandolo all’esercizio successivo ma utlizzandolo come posta di bilancio figurata nell’anno corrente.È come se il governo ingannesse,oltre i contribuenti,anche se stesso.Sotto certi aspetti questo modo di fare ricorda le catene di Sant’Antonio:pagherà il conto finale,e che conto,chi-governo dell’epoca-dovrà, obtorto collo, interromperla.È bene soffermarsi anche sulla spesa pubblica: nonostante le ripetute dichiarazioni di buona volontà,del genere decreto sblocca cantieri e finanziamento di nuove infrastrutture,i governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio poco o addirittura niente hanno fatto.Quella che ha continuato a dilatarsi é la spesa corrente.Reddito di cittadinanza,quota 100 e tanti altri rivoli di dispersione hanno contribuito molto a che ciò si ripeta ancora.I dati contabili chiariscono principalmente gli effetti e meno le cause di quanto attivato da tale politica di bilancio.Chi guida il paese,da anni sta girando intorno,nonostante le sollecitazioni della UE,a diverse problematiche senza mettere in atto nessuna azione concreta per risolverle.
Riforma del fisco,dell’amministrazione della giustizia,della scuola;attivazione di programmi di ricerca scientifica,ampliati a tutte le recenti novità,stanno seguendo da tempo la stessa sorte della sterilizzazione dell’IVA:rinvio praticamente sine die.Probabilmente non passerà molto tempo che l’Italia retrocederà nella classifica dei paesi più industrializzati.
Non altrettanto sarà per il numero di governi che si saranno succeduti,inutilmente, fino ad allora.

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