Dall’Arsenale di Verona, in pieno territorio leghista, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano spezza il ghiaccio sulle riforme necessarie per il paese.

Al termine della manifestazione in onore dei 150° anni dell’Unità d’Italia, il Presidente Napolitano, rivolgendosi alle forze politiche spiega che “Non bisogna temere di ritrovarsi uniti insieme attorno ai grandi principi e ai grandi obiettivi e a dire che sono comuni per tutti. Non bisogna temere.” ed aggiunge “Io qualche volta  ho l’impressione che in Italia ci sia chi teme che politicamente non ci si divida abbastanza. Stiamo tranquilli, non saranno mai tutti d’accordo. I motivi anche di competizione, diciamo di giusta divisione, non spariranno. L’essenziale è che le divisioni non ci impediscano di operare insieme, di costruire insieme e di fare dell’Italia una protagonista anche del secolo così difficile che si è aperto”.

Le parole del Presidente arrivano puntuali, prima dell’atteso discorso di Bossi a Pontida. Il Partito Democratico, cogliendo al volo le parole del Presidente rilancia col Vice-segretario Enrico Letta, secondo il quale la Lega è “una forza politica importante e rappresentativa” che “svolge un ruolo significativo in una parte del paese” tanto da augurasi che “possa avere ancora un futuro nella storia politica del paese”.

Dal Terzo Polo arrivano i corteggiamenti del futurista Briguglio, il quale non fa fatica a dire che “Bossi può diventare protagonista del cambiamento insieme a Fini e Casini, rifondando l’area politica e culturale del centrodestra italiano e dando vita a un governo di larghe intese a tempo per ridisegnare l’architettura istituzionale dello Stato e adottare la ricetta Draghi per l’economia” ed ha aggiunto “Maroni, Calderoli, Giorgetti, Zaia e Tosi, un ceto politico giovane e di grandi ambizioni, vogliono davvero finire come pretoriani dell’ancien regime o essere attori dell’Italia post-berlusconiana? Non rimane ormai molto tempo per decidere”.

In questo quadro la Lega, domenica a Pontida, dovrà dare al suo popolo risposte il più chiare possibili. Probabilmente Bossi non romperà la coalizione di Governo, facendo sapere al Cavaliere il dazio da pagare ora.

Il tema cruciale per Lega resta. Non tratta il presente, ma il futuro, dato che oramai anche i leghisti hanno capito che per salvarsi dalla caduta del governo dovranno prima mettere mano all’attuale legge elettorale che senza modifiche penalizzerebbe sicuramente anche loro.

Tutto torna, mentre le dichiarazioni s’intrecciano nella trama delle mancate riforme che, da tempo, i liberali continuano a ribadire a chi, fino ad ora, ha avuto orecchie sorde.

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