Il guazzabuglio della politica italiana è frutto dell’irrazionalità che contraddistingue tutti coloro che, decisi a fare politica anche affrontando gli eventuali e magari insistentin e ripetuti “tornado” giudiziari, portano sulla scena pubblica non solo tutta la loro incompetenza e ignoranza (ormai da più parti sottolineata), ma anche la cieca emotività di chi è poco aduso ai ragionamenti.

I governi giallo-verde e giallo-rosso di questa legislatura ne sono entrambi la prova più certa.

Qual’era lo scenario in cui entrambi si erano trovati a operare?

Un calo spaventoso della produzione industriale, un p.i.l. ai minimi storici, un conseguente, progressivo impoverimento della maggior parte della popolazione, una corruzione in crescita galoppante, una sfiducia crescente nelle istituzioni e un pernicioso smarrimento di fronte alle reciproche sopraffazioni e accuse tra i poteri dello Stato.

I primi elementi (o forse tutti) del quadro erano comuni all’intera comunità liberal-democratica. E per porvi rimedi, l’Occidente s’era spaccato in due.

La parte anglosassone, individuando: a) nel cattivo funzionamento del sistema bancario (bolle creditizie, deficit e conseguente necessità di ripiani pubblici a spese dei contribuenti, operati ambigui delle agenzie di ratinge alterazione interessata degli equilibri nella Borsa) e b) nell’inadeguatezza attuale delle norme sulla libertà dello scambio a causa della presenza nel Mercato di Stati autoritari che imponevano bassi costi del lavoro, ha individuato le misure da adottare sia verso il mondo finanziario sia nei confronti di Paesi che facevano, per motivi oggettivi, una concorrenza sleale ai prodotti Occidentali.

E i risultati positivi sono stati subito palesi negli Stati Uniti d’America e lo saranno probabilmente, a breve, nel Regno Unito di Gran Bretagna (quando, cioè, quel Paese sarà libero di muoversi senza i legacci dell’Unione Europea e fuori dai vincoli asfittici da essa posti in passato).

La parte Euro-continentale ha continuato a cincischiare in conati diretti, molto blandamente, a reagire alle asfittiche imposizioni di Bruxelles (pareggio di bilancio, austerità, immigrazione) e non è ancora neppure alla metà del guado per guadagnare la riva della risalita.

L’Italia, orribile dictu, ha fatto peggio di tutti gli altri Stati-membri dell’Unione.

A fronte di una situazione economica e politica, di ora in ora, sempre più drammatica, entrambi i governi degli ultimi anni, quello grillino-leghistae quello democratico-grillino, anzi che procedere a un’analisi razionale delle cause e a una pragmatica ricerca dei rimedi, si sono affannati a immaginare misure contraddittorie, incoerenti, spesso cervellotiche o solo emotive, sempre inadeguate e spesso peggiorative dell’intero quadro d’insieme.

La confusione mentale e la schizofrenia del primo dei due governi ricordati (quello giallo-verde) risultavano palesi dall’assurda assunzione,

a)da un lato, di provvedimenti come il reddito di cittadinanza, quota cento, mantenimento di bonus, riproposizione di cunei fiscali, tutti egualmente tipici del sinistrismooccidentale che, dal crollo dell’Unione Sovietica, sostiene l’egemonia della Finanza, concedendo, su suo probabile suggerimento, pannicelli caldi alle classi più diseredate per evitare volti di pancia elettorali e

b)dall’altro dalla dichiarazione di propositi anti-Unione Europea (lamentando l’impossibilità di fare investimenti e il disastro umano del traffico di nuovi schiavi), tutti egualmente tipici di un nazionalismo destrorso,di vecchia maniera fascista, che non sa marcare la differenza con un sacrosanto diritto liberale e democratico al recupero di una sovranità violata e rubata per squallidi interessi di “bottega monetaria”.

La mancanza di ogni razionale equilibrio del secondo dei due governi (quello giallo-rosso) è ormai così evidente e palese che a non vederla possono essere solo individui accecati dall’ideologia politica o resi orbi da inconfessabili interessi di “bottega”.

Eppure, a dispetto del marasma crescente della vita politica italiana, si scorgono i primi segnali per una schiarita; che potrebbe essere anche più prossima di quanto appaia.

Domanda:su quale terreno insiste una tale speranza?

Risposta:Usando una metafora, su quello del rancore di ogni amante tradito.

L’alta finanza che domina tuttora nella vita degli Stati Europei (che non hanno avuto né un Trump né un Johnson) ama mandare al governo di quegli Stati propri viceré cresciuti in vitroin organismi di consulenza bancaria (il panorama di queste strutture è molto affollato).

Non sempre, però, la selezione si dimostra felice. Chi sbaglia, viene “scaricato” senza troppi complimenti e spesso i tentativi, pur reiterati e volenterosi, di risalire sul”carro” sono destinati al fallimento.

Prima di essere trascinato nella polvere (come avvenne per le spoglie di Patroclo) v’è, però, chi sogna una vendetta da “amante deluso”, cambiando schieramento e alleanza (per esempio, con leader che hanno subito, in passato, lo stesso ostracismo o “tradimento” da parte dei poteri finanziari). E ciò, tanto più quando sono maggiormente imminenti appuntamenti istituzionali di un certo rilievo. Intenditoribus pauca.

Il seguito…..ai prossimi numeri.

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