Sembra che questo incredibile tempo sospeso stia dando alle menti pensanti sparse un pò in tutto il mondo l’occasione  di esprimere il proprio punto di vista sull’attualità,basandosi su argomenti consoni alla loro specifica cultura.Per quanto riguarda il sistema socio economico a cui fanno riferimento,molti di questi studiosi dimostrano che é possibile che si giunga a conclusioni pressappoco simili pur partendo da spunti ambientali diversi.
Rimanendo nel campo di ciò che più preoccupa al momento oltre al virus le popolazioni di ogni parte del mondo é l’evoluzione dei settori della produzione.Certamente in ciascun paese succederà in modi e tempi diversi,ma le conseguenze pratiche saranno probabilmente molto simili.Cominciando dalle due principali potenze mondiali,gli USA e la Cina,anche se colpite dal virus con modalità e in tempi sfsssti,é stata subito dedicata attenzione al da farsi al momento dell’uscita dal tunnel per sostenere l’economia dei due paesi.Le iniziative ipotizzate e qualcuna già adottata sono,fin’ora,sostanzialmente diverse:per i primi interventi in ambedue é stato subito abbassato il tasso della propria valuta;inoltre la Banca centrale cinese ha immesso liquidità nel circuito finanziario attingendo alle riserve,mentre la FED ha messo a disposizione del tesoro di Washington
la somma di 1.000 miliardi di dollari resi liquidi secondo le proprie procedure.Le operazioni,che sembrerebbero simili,affondano le loro radici in contesti completamente diversi,oltre che dal punto di vista politico,anche da quello culturale. Ciascuno dei due sistemi concretizza il più possibile da vicino la concezione socioeconomica di riferimento,la prima il libero mercato di impronta capitalistica,la seconda di controllo verticistico dell’attività produttiva di impostazione comunista.Gli obiettivi perseguiti in funzione del dopo pandemia sono pressoché simili:salvaguardia del sistema produttivo e tenuta dell’occupazione ai livelli più alti ipotizzabili.Diversa é la situazione in Russia dove sembra,stando alle notizie ufficiali,che l’epidemia non sia arrivata,essendo il numero dei casi denunciati contenuto nel limite di poche centinaia.Arrivando a casa nostra,l’Europa,solo dopo circa un mese dal conclamarsi dell’epidemia il suo parlamento e la commissione europea,nonché la BCE,hanno  iniziato a realizzare che doveva essere adottata una politica come UE soggetto unitario e di non limitarsi agli aiuti stato per stato.
Il vecchio continente stava già affrontando un periodo di recessione economica,anche se non conclamata,a cui cominciavano a sommarsi gli effetti della Brexit.Il tasso di disoccupazione stava già salendo in maniera consistente,seppur diversa da nazione a nazione.In più il programma di conversione dalla tradizionale alla Green Economy era partito,almeno per quanto riguarda la fase propedeutica,con uno slancio come poche altre volte messo in atto dagli organismi competenti.Tutto congelato,tutto da rivedere e non basta.
Dopo ogni guerra é seguita sempre una ricostruzione e il mondo ha continuato a girare.
La situazione attuale è molto differente.Non si stanno verificando distruzioni di beni di ogni genere,anzi alcune sono in fase di realizzazione.È l’umanità stessa che é terrorizzata da un nemico invisibile ed imprevedibile.Si sente spesso ripetere,anche da parte di importanti sociologi ed economisti,che,all’esaurimento della pandemia,nulla sarà più come prima che la stessa esplodesse.Già,ma sul cosa effettivamente o con buona probabilità si verificherà,nessuno vuole esprimersi.In tutto ciò si concentrano le paure e le angosce che hanno investito l’umanità.Il numero di vittime mietuto da tale flagello alla fine sarà enorme ed ancor di più lo sarà quello di chi sopravviverà con la sindrome del reduce.È meglio fermarsi e riflettere se,al momento,ci si stia comportando come il sistema sanitario,per bocca di chi ci governa,sta indicando di fare con ogni mezzo.Se funzionerà sarà la storia a dirlo perché una cosa,almeno quella é certa,per lungo tempo in tutto il mondo si farà un distinguo tra il prima e il dopo l’avvento del corona virus.
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