di Domenico Ocone

Ieri il governo ha varato una serie di decreti, alcuni dei quali concernenti i primi aiuti alle imprese, di consistenza notevole. Anche la loro applicazione sembra abbastanza semplice, salve le complicazioni che quasi certamente proverranno dall’apparato burocratico. L’iter é stato comunque travagliato e non é difficile intuirne le motivazioni. Al più presto dovrà  essere assegnata dal governo la gestione delle somme a soggetti referenti naturalmente alle formazioni politiche. Poichè il manuale Cencelli non é mai stato mandato in archivio, é facile immaginare che succederà all’atto pratico dell’assegnazione dei finanziamenti. Qualcosa già si é intuita nelle due sedute del governo di ieri, ma é solo l’inizio. Oggi é il giorno tanto atteso dai rappresentanti nazionali che siedono dietro i banchi della Commissione Europea. Gli osservatori più qualificati prevedono che ,nella migliore delle ipotesi ,la soluzione sarà un compromesso. Dopo l’apertura della Cancelliera Merkell all’emissione di corona bond, anche se una tantum, potrebbe accadere che anche i paesi irriducibili avversatori del MES ,tra cui l’Italia ,finiscano con il dover accettare le regole, seppur ridotte al minimo, previste nel riordino del MES.

Il rischio é che alla fine venga fuori una soluzione pasticciata e complessa ,quindi di non semplice ed immediata applicabilità. A questo particolare punto della drammatica vicenda é proprio il fattore tempo quello determinante perché le operazioni derivanti vadano a buon fine e sortiscano il loro effetto. Soprattutto perché, come é successo poco più di un mese fa, il fermo delle attività é stato disposto con ordinanze emesse oggi per domani. In tal modo sorgono problemi assimilabili a quelli che derivano dallo spegnimento di un computer senza aver fatto prima le operazioni che precedono tale fase.In sostanza per rimettere in moto le attività occorreranno alcuni giorni dedicati al riavvio e sarà purtroppo altro tempo perso. Il problema ,per quanto riguarda l’Italia ,non é limitato solo alla produzione destinata al mercato interno. Per inciso esso si sta avvicinando velocemente alla necessità dell’uso dei ventilatori perché sempre più asfittico.

Per il sistema di interrelazioni creatosi tra le aziende della UE, che é poco elastico ,sostituire il fornitore della nazione X con un altro della nazione Y non é cosa da poco.

A conferma, ieri l’associazione di costruttori di automobili tedesca si é fatta portatrice di una istanza alla Cancelleria di Berlino affinché agevolasse nelle sedi opportune il varo di provvedimenti che possano accompagnare la ripresa economica europea, quella italiana in specie. La fornitura della componentistica necessaria all’industria automobilistica di quel paese proviene per la maggior parte dall’Italia. Nella giornata di oggi verranno fuori le proposte che la Commissione Europea sottoporrà alle delegazioni dei 27 paesi membri UE entro la prossima settimana. Sarebbe opportuno che, prima del round, tutti i partecipanti e nessuno escluso, facessero l’esame di coscienza e un bagno di umiltà. La posta in gioco é alta e questi tempi in futuro potrebbero essere ricordati, oltre che per il corona virus, anche come quelli di un triste risveglio dopo un bel sogno ,il completamento della Casa Comune degli europei.

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