Cosa c’entra il virus cinese Corona con la criminalizzazione del mercato e dei mercati economici e finanziari? Da una parte oggi, c’è una pandemia da contagio del virus, forse creato in un laboratorio cinese più che esploso casualmente dalla natura maligna. Dall’altra,  c’è il mercato e i mercati che, a causa del virus cinese, sono stati messi in ginocchio e “seguono” le traversie del contagio, venendone grandemente danneggiati.
Il punto di incontro tra i due – virus cinese e mercati economici finanziari – è la ripercussione della causa data dal Coronavirus sull’andamento dei mercati economici e finanziari del e nel  mondo. I secondi stanno cioè seguendo e subendo il primo. Non l’inverso.
La chiusura delle società e delle industrie produttive decisa dallo Stato (dagli Stati) per Coronavirus  produce il danno economico e finanziario mondiale essendo la causa del tracollo dei mercati. Non viceversa.
La globalizzazione non solo non è scomparsa ma meno che mai è causa di alcunché, quanto piuttosto è vivissima e “lotta insieme a noi” subendo, a causa del Coronavirus cinese da laboratorio, immensi danni, difficilmente  recuperabili . Si sta cioè parlando di ricchezza di noi tutti fatta fuori dal Coronavirus, e dagli Stati contro i mercati in occasione del Coronavirus.
Proprio perché c’è il Coronavirus, lo Stato e gli Stati dimostrano e stanno dimostrando ictu oculi – è davanti agli occhi di noi tutti- che essi “funzionano” molto male,  sono strutture  dannose sia per non essere stati in grado di intervenire a tempo debito, sia -una volta intervenuti – per avere danneggiato grandemente le popolazioni coinvolte oramai  contagiate, cancellandone  quale “rimedio” le libertà, negando l’individuo e le sue sacrosante libertà fondamentali, a cominciare da quella sovrana di potere decidere autonomamente in libertà e privata responsabilità , per se stesso. La cosa migliore che si è potuta vedere sinora è stata la vigliaccheria e la assenza totale di solidarietà e soccorso da parte dello Stato , e degli Stati nell’attuale Europa tedesca. Era stato piuttosto chiaro già con le invasioni immigratizie irregolari, oggi è drammaticamente evidente verso i cittadini europei, primi tra tutti quelli più contagiati come siamo in Italia, gli italiani.
Lo Stato  e gli Stati hanno costituito più l’ostacolo e la zavorra dei cittadini europei, e determinato come effetto la discesa dei mercati economici e finanziari.
Tra il mercato e lo Stato, tra i mercati e gli Stati tutti, c’è la politica. Solo quella che risponde alla volontà ed alle scelte dei suoi elettori, solo ed unicamente la politica eletta, è in grado  di potere coniugare entrambi e solcare il tempo con i minori danni possibili ai cittadini. Quando non eletta, non “funziona”, non quaglia, non fa il suo mestiere, va da un’altra parte, esce di strada. Diviene pericolosa , e crea danni irreversibili.
La coniugazione della globalizzazione con lo Stato deve essere fatta dalla politica eletta.
In altre parole se oggi prevale lo Stato – gli Stati- a maggior ragione in assenza di politica eletta dai sui popoli- la Storia rincula e si torna indietro, si perde tempo e futuro; se al contrario con il virus cinese i cittadini esigono e riprendono  essi stessi in mano la politica ed il proprio destino, lo Stato è destinato a funzionalizzarsi ai mercati e la globalizzazione – che per tutti noi significa prosperità crescita produzione e  benessere – a riprendere il suo corso.

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