di Tiziano Michelessi

In questo momento di quarantena forzata, il dovere delle Istituzioni è programmare la ripresa sociale. Tra i più penalizzati da questa situazione ci sono i più piccoli, che per primi si sono visti privare della libertà sui diritti inalienabili; il diritto allo studio e all’attività sportiva ludica. Su quest’ultima, forse, troppo poco si è scritto, in merito alla grave situazione in cui versa la gestione degli impianti sportivi pubblici della capitale. Innanzitutto, deve essere valutato l’effetto diretto, che l’evento pandemico ha, ancora in questo momento, su tutta la gestione, (il nuovo bando ci sarà a dicembre 2020 ma, viceversa, non sappiamo quando il virus sarà debellato). Un territorio ampio come Roma racchiude delle aree dove, nel quadrante nord per esempio, gli impianti sportivi offrono diverse valide possibilità ai ragazzi della zona; ed altre zone, pensiamo ad esempio alle periferie nella parte est, dove questi impianti rappresentano, troppo spesso, l’unica alternativa per questi ragazzi. I partenariati già in essere, in molti casi, hanno conseguito risultati efficaci ed efficienti, in termini di sviluppo infrastrutturale e sociale; in alcuni casi con investimenti privati importanti, nell’arco di anni o decenni; per continuare un lavoro di riqualifica dei territori c’è bisogno che l’amministrazione capitolina garantisca una continuità, e che il risultato del prossimo bando sia confacente al percorso economico e sociale che tanti soggetti privati hanno iniziato, investendo tanto, sotto tutti i punti di vista, per migliorare la situazione dei singoli territori. Auspichiamo quindi un comportamento responsabile da parte dell’amministrazione comunale, che tuteli chi finora ha dimostrato di tenere al rilancio del territorio, permettendo una programmazione, in mancanza della quale, sarebbe impossibile continuare a garantire servizi e proposte mirate a migliorare la vita presente e futura di tutti i ragazzi romani.

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