Non pare esservi più dubbio alcuno: questa pandemia pare é pure destinata a tracciare una serie di profonde demarcazioni nella politica italiana: sia nella area di governo, che in quella dell’opposizione.
Infatti se da una parte saltano all’occhio di ogni attento osservatore politico delle vere differenziazioni all’interno della maggioranza (con il M5S attento a ribadire che su di un “MES mascherato” non potrà affatto convenire), dall’altra parte della barricata la decisa, strategicamente perfetta dal punto visuale e tempistico, dichiarazione di Silvio Berlusconi (per conto di tutta FI), pare essere destinata a creare una profonda e forte divaricazione, o -meglio- frattura, tra l’area PPE e quella sovranista della opposizione.
Ma, mentre nel primo caso una qualche forma di composizione appare alle viste (a causa del cogente impegno governativo), nel secondo la discrasia non potrà che creare un grande scompiglio fino ad ora sempre occultato e rinviato, seppure il malessere della opposizione sia strutturale da molti anni.
Sì: perché quella cenere che, di fatto, era sapientemente stata nascosta sotto il tappeto da tempo, è destinata a liberarsi; non potendo essere più negata (con effetti devastanti a destra) . Segnatamente tra l’animo filo-europeo del PPE e quello sovranista (contro tutto e contro tutti) degli altri due.
Questo giornale ha sempre sostenuto come, soprattutto nelle disagiate condizioni in cui ci troviamo anche a causa dell’immenso debito pubblico che ci dobbiamo “ricomprare” a scadenze fisse, fosse letale per il Paese combattere al di fuori di un consorzio più grande e stabile.
Riconfermiamo questa opzione oggi: in presenza di uno sforzo ben più grande, data l’assoluta emergenza sanitaria.
Ebbene, tutti gli atteggiamenti del duo Salvini-Meloni paiono andare in una direzione assai isolazionistica: alla Orban, piuttosto che verso quella fortemente critica (ma pur sempre europea) del leader austriaco Kurtz.
Se il sinistracentro sarà lesto a incunearsi lungo quella faglia che si è aperta nel destracentro, la pandemia sarà, quantomeno, servita a disvelare un grande bluff nei giochi della nostra politica.
Ammesso che essa interessi ancora, veramente, a qualcuno…

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