Stiamo vivendo, più precisamente assistendo, perché non abbiamo alcuna capacità di incidenza, ad un cambiamento epocale, analogo nella portata a quello della caduta dell’Impero Romano. In genere non sono appassionato di dietrologie e complotti. Non so quindi se la pandemia da COVID 19 dipenda da un attacco, forse casuale oppure  studiato, della Cina contro il Mondo Occidentale, come sostiene il premio Nobel Montagner o, secondo un’altra scuola di pensiero pur essa con buone ragioni, si tratti piuttosto di una naturale difesa della natura che si ribella alle violenze degli esseri umani. Non mi compete indagare su aspetti per i quali non ho competenza, né dati sperimentali sufficienti. Mi limito a qualche riflessione sulle conseguenze. Il mondo attorno a noi appare smarrito,  la nostra vita non è più quella di prima e non vi sono certezze sul se e quando si potrà tornare alla normalità. Probabilmente non sarà tutto come prima, gli accadimenti nei quali siamo immersi lasceranno un segno, che è presto per dire se soltanto negativi, come abbiamo fin qui registrato, o con qualche positiva ricaduta su una qualità di vita che probabilmente, in conseguenza, dovrà essere profondamente diversa.

Da sempre il mondo è stato governato dalla paura, quella dell’ira divina e della punizione in un improbabile al di là, al quale gli uomini hanno sempre largamente creduto, oppure quella che derivava dalla forza, dopo stragi e guerre terribili, sempre facendo leva sulla pavidità degli esseri umani. Anche oggi il deterrente del terrore del contagio e della morte hanno avuto un effetto decisivo per rendere tutti impauriti e pronti ad accettare, di fronte al rischio della vita, le limitazioni coercitive alla libertà come il minore dei mali. Questo è l’aspetto che, come liberale, più mi preme. L’ottimismo, in questo caso della speranza, mi porta a pensare che l’umanità supererà anche l’attuale nuova pestilenza, come nel passato, supportato dalla conoscenza empirica che nella storia vi sono state migliaia di epidemie molto più distruttive, perché avvenute in epoche in cui la scienza medica non aveva avuto l’odierna straordinaria evoluzione e non esistevano strutture ospedaliere organizzate e funzionanti come oggi. Tuttavia la vita e la storia hanno sempre ripreso il loro corso. Purtroppo in questi terribili giorni, mentre eravamo prigionieri nelle nostre case, sotto il bombardamento di una dilagante ed univoca propaganda mediatica, di fronte al dilemma salute vs libertà, la prima ha avuto una prevalenza assoluta, forse anche ragionevolmente in una fase di grave emergenza. Molti segnali comunque suscitano la legittima preoccupazione che, come in tutti gli scontri epocali della storia delle civiltà, anche passata l’emergenza, una mano invisibile potrebbe, come è stato facile in questi giorni, continuare ad imporre una sorta di pensiero unico, con la giustificazione di continuare a vigilare sulla nostra salute. Potremmo avviarci verso una fase di ulteriore e stabile compressione di una libertà, che è la conquista di millenni di guerre, rivoluzioni, evoluzioni del pensiero umano che discendono da elevate riflessioni filosofiche e politiche, fino a pervenire, con il trionfo dell’illuminismo, alla definizione dei diritti dell’uomo, alla creazione delle democrazie liberali, al prevalere dell’individualismo, inteso come diritto naturale connaturato con la stessa inclinazione umana rispetto a tutte le altre forme di pensiero collettivista e statalista.

Pensare soltanto alla invasiva utilizzazione della moderna tecnologia per spiare con un App, o peggio, attraverso un braccialetto elettronico,  la nostra vita privata in nome dell’interesse superiore della salute, mi fa gridare con tutta la forza dei miei polmoni, purtroppo limitata, ma ho solo quella, che la mia libertà non si tocca! Da troppo tempo sembra iniziato un lento ma lungo tramonto dell’era delle conquiste civili che ponevano al centro la libertà dell’individuo, nel campo del pensiero, come in quello politico, scientifico, artistico, culturale in genere, per cedere il passo ovunque, sul modello della Cina, della Russia o della Turchia, anche nel nostro opulento Occidente, ad una nuova stagione autoritaria, riscoprendo le piccole patrie, dentro le quali rinchiudere come in una prigione gli uomini, che tendevano a diventare invece, secondo i valori e le idee liberali, cittadini del mondo. Intendo ribellarmi a questo pericoloso e diffuso tentativo strisciante, che si registra quasi ovunque, anche con orientamenti politici di segno opposto, volto all’inseguimento dell’uomo forte a cui affidare il proprio destino. Il mio destino è nelle mie mani! Basta con i divieti, abbiamo diritto di vivere nella libertà, accettando soltanto qualche modesto sacrificio per quella eguale degli altri, come si conviene ad una società moderna, che rivendica il diritto di sognare il futuro e che non intende ripiegarsi nel passato verso un nuovo Medio Evo.

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  1. Urge costruire una vera Democrazia, una vera Repubblica. Urge che l’intero apparato pubblico, lo Stato, divenga democratico: rinnovato completamente, periodicamente, regolarmente. Come il Parlamento. Urge che nel pubblico impiego si inizi ad assumere solo a tempo determinato. A partire dalla Forza Pubblica, dalla RAI, dalla presente squola che non c’insegna che Democrazia si realizza condividendo la Res Publica. Urge venga aperta la Banca del Pubblico Impiego: dove chiunque si possa registrare, fornire dati, competenze, preferenze, prenotandosi per dare un contributo, retribuito, alla Res Publica. Non si può più vivere sottomessi agli assunti a vita, ai burocrati, ai carrieristi e ad una politica che si circonda di essi. Urge che la politica venga affiancata da cittadini, che tornano ad essere persone comuni alla fine di un tempo determinato. Così da sperimentare loro stessi le regole che hanno applicato. Urge che chi lavora nello Stato sia un cittadino anch’egli. Urge costruire una vera società: che non sia mero ammasso di persone in un territorio, in cui invece ci si alterni tutti. Anche in eroismi e sacrifici. E’ l’alternanza dei fenomeni naturali a generare la vita sulla Terra. L’alternanza va condotta infine anche nello Stato. E proprio così si sanerà e rivitalizzerà ogni cosa. Allora, sì, inizierà ad andar tutto bene …

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