Un po’ alla volta sta venendo fuori tutta la storia sul “coronavirus nostrano” e si possono pure abbozzare alcune caute opinioni motivate.
Allora, svelato che “l’Italia rischiava 600 – 800 mila morti…” e che il Piano predisposto era stato “secretato a gennaio”, le parole che il Direttore Generale del Ministero della salute, Andrea Urbani, ha pronunciato in occasione di una intervista rilasciata al quotidiano “Il Corriere della Sera” (su cui non abbiamo alcuna ragione di dubitare), ci aprono uno spaccato del tutto nuovo sugli accadimenti occorsi.
“Non c’è stato alcun vuoto decisionale. Già dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito.”
“La linea è stata NON SPAVENTARE LA POPOLAZIONE e lavorare per contenere il contagio. Si poteva fare meglio, ma siamo stati investiti da uno tsunami, che ha colpito l’Italia come primo Paese in Europa”.
Non si potrà mai credere che un Alto funzionario dello Stato abbia una qualche particolare ragione per far venir meno il suo dovere etico-sanitario: posto che lui non avrebbe alcun interesse e pure il suo contratto di lavoro comunque arriverà scadenza naturale, salvo accreditargli -in modo giusto- la cifra che pure è stata pattuita nel caso di una eventuale estinzione anticipata dello stesso.
Tuttavia questa circostanza ci fa aprire gli occhi su delle sentenze che, in maniera troppo frettolosa, sono state emesse da alcuni politici, o dai troppi “leoni da tastiera”, che, ahimè, appaiono tanto affascinanti agli occhi della grande massa web: sempre tumultuosamente critica verso “il potere”.
Perché bisogna avere in mano, prima, tutti gli elementi informativi per poter sentenziare una qualsiasi cosa.
Figurarsi in un ambito decisionale quale dovrebbe essere il nostro Parlamento della Repubblica.
Che si è espresso, nelle sue parti più critiche, semplicemente in modo assai surreale e oltremisura abborracciato.
Perché il vivere pienamente e con consapevolezza civica in una comunità civile importa pure, qualche volta, avere un minimo di Educazione Civica: seppure tu sia un parlamentare “sovranista”.
Ma non puoi essere mai un egoista.
Così come noi tutti dovremmo trovare il modo di accrescere il nostro grado di autonoma, singola, responsabilità : che nessuna imposizione forzata esterna -tipica dello Stato di polizia- potrà mai imporci con la forza, sia pure sanzionatoria, ma sempre di violenza trattasi.
Piena coscienza personale ci vuole.
Essa potrà servire anche in presenza di accettazioni “a scatola chiusa” di altrui decisioni, che, giustamente, non dovrebbero essere divulgate nella pubblica piazza: salvo poi poter tirare le dovute somme, nelle scadenze che pure la Costituzione prevede e che non potranno (anche se si dovesse ipotizzare una qualche minima proroga) posticiparsi in eterno.
Dopotutto uno scioglimento anticipato del Parlamento, così come l’accettazione delle dimissioni di un premier e/o la proposta di un governo o più largo, ovvero alternativo, è una prerogativa propria del Capo dello Stato.

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