Del parlamento non parla più nessuno, giorni in cui l’emergenza umanitaria preme sulle frontiere del nostro paese che tra i processi a Berlusconi ed i “no” dell’Unione Europea sembra paralizzato nell’affrontare crisi economica, perdita del potere d’acquisto delle famiglie e risanamento dei conti pubblici. Temi questi che non riescono a trovare il giusto spazio in un’agenda politica da cui il parlamento è fuori.

La furba Lega Nord stabilisce ancora una volta, la scena politica, con un Berlusconi che oramai fa notizia solo per i suoi processi o per fugaci proclami salvifici. L’emergenza paga, questo l’hanno capito tutti, ma in particolare modo l’ha capito la Lega Nord che forte delle debolezze europee troverà ora il giusto pretesto per chiudere le frontiere ed applicare la politica anti-immigrazione tanto desiderata. In emergenza tutto è permesso, a maggior ragione quando il governo dipende da una manciata di voti. Lo scacco è chiamato, ma in Italia pare che nessuno si sia accorto del pericolo. Questa partita la gioca un’attenta Lega contro uno stordito parlamento incapace di cogliere gli eventi, preda della turpe sciagura che presto si abbatterà violenta sul paese: la Lega dell’intolleranza, dei respingimenti, della paura verso tutto ciò che è diverso presto tornerà.

Pare una profezia chiamata dalla logica degli eventi, alla politica ora sta  il compito di dimostrare il suo valore ed ai liberali è chiesto di far sentire tutta la voce di cui dispongono per discutere di accoglienza e di politiche migratorie salvaguardando la libertà e la dignità umana.

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