Come ripartire dopo il “Lookdown”?
Come poterlo fare in modo corretto?
E quale lezione trarre da questa vicenda?
Una salutare risposta a questi tre quesiti significherà -per il nostro Paese- l’aver capito la lezione facendoci “ricalibrare” il valore della cittadinanza: finalmente responsabile perché conscia dei termini in gioco.
A partire dalla lotta tra i tre poteri di questa nostra Repubblica: con un ruolo arbitrale (quello del Capo dello Stato) che, da decenni, è un semplice spettatore della contesa.
Ma andiamo con ordine ed esaminiamo le quattro questioni su cui avviare un confronto.
1. Una considerazione è stata puntualmente trattata da questo giornale negli scorsi mesi: il troppo oppressivo livello di presenza statale nella nostra vita economica, che -di fatto- ha limitato una gran parte della nostra fantasia imprenditoriale. Centinaia di Società, che danno lavoro a decine di migliaia di persone e che producono una parte consistente del nostro PIL, di fatto precludono (nonostante poche timide privatizzazioni mal fatte e Autostrade ne è un esempio) alla libera imprenditoria privata, l’esercizio -da mezzo secolo all’incirca- di un pieno confronto nei mercati interno e internazionale.   Luoghi, questi, in cui -di solito- la nostra fantasia creativa risulta vincente. Togliendo pure qualsiasi attrazione per la permanenza di investimenti (quindi capitali) in Italia. Infatti è stato calcolato (con ampio margine di approssimazione) che dai 100 ai 200 miliardi prendano -anche per l’eccessivo livello di oppressione fiscale- la strada del deposito all’estero. Cioè le famiglie e le imprese italiane non ritengono affatto appetibile questo nostro Paese.
2. Ad un mercato, debitamente detassato e guarnito con tutte le forme di “condono tombale” su eventuali reati commessi, finalmente liberato da qualsiasi orpello, potrà essere affidata la responsabilità di tornare in Italia, anche per comperare dei “Bond locali”: da studiare con estrema accuratezza, posto il livello di…sensibilità…dei nostri politici locali. 3. In terzo luogo, poi, andrebbero liberati ben 150 miliardi che la pignola, petulante e opprimente, burocrazia tiene fermi perché si trovano ingabbiati dentro un reticolato di norme, contronorme, autorizzazioni, visti, controvisti e vincoli di ogni specie, che hanno reso del tutto accuminato il percorso burocratico da transitare prima di agire su di un qualsiasi investimento. Vuoi vedere che, alla fin fine, la nostra ricca storia anziché essere un razzo propulsivo per la nostra ripresa, diventerà una palla rigonfia di cemento per i nostri piedi?
4. E, infine, veniamo al “punto dei punti”.
Il nostro Padre Costituente ha tripartito, con un arbitro unico (il Presidente della Repubblica, un ufficio più che una persona fisica), l’esercizio del gioco: facendo sí che (sempre in teoria, beninteso) nessuno avesse preminenza sull’altro.
Così ci troviamo ad avere
a) un potere legislativo (di fatto, la “politica”: di cui le Camere e le Regioni sono espressive);
b) un potere esecutivo (teoricamente esercitato dal Governo ma, di fatto, portato avanti dalle Alte Burocrazie ministeriali che redigono, sotto pandemia, i…Dpcm)    e
c) un potere giudiziario (che, per stare in tema, di solito, indaga e… arresta…chi fa un uso diciamo “improprio” del proprio potere, principalmente nei due campi prima descritti in estrema sintesi).
Ora, a noi sembra che -inspecie dal 1992- questivdue ultimi poteri abbiano relegato il primo in una sorta di set da “Grande Fratello” polemico, aduse a riportarlo sempre in riga qualora esso tenda a mettere solo la punta del naso fuori dallo spazio residuale in cui è stato relegato.
Ci ha provato, per ultimo (ma non per primo, perché l’esclusiva… c’è l’ha Craxi), Matteo Renzi e vediamo la fine “del panda” che gli è stata riservata.
Ecco, proprio il punto 4. ci pare essere oggi alquanto claudicante: con una politica ormai afona, incapace (pure per scarse figure e professionalità emergenti, pur figlie del sistema elettivo maggioritario) di riappropriarsi degli spazi e di quella dignità che pure essa aveva un tempo.
Gli unici a cui anche la pandemia non ha cambiato proprio nulla sono i Magistrati (ché anzi, giustamente, acquisiscono sempre più prestigio di fronte alle bassezze umane, che sono sempre esistite) e le Alte Burocrazie ministeriali (ché ti redigono il Dpcm del giorno, peraltro mal recitato da un Presidente del Consiglio che, forse, non ha la statura per affrontare vicende complesse come questa).
Così è solo la politica che continua a essere l’unico soggetto “bècco e bastonato”: con le Camere che vengono -di fatto- chiuse per…. Covid-19.
Ecco, per ripartire correttamente l’Italia dovrebbe chiarire proprio questi punti, a cominciare dall’ultimo.
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