Non è mai accaduto nella storia della nostra Repubblica, che un Magistrato autorevole e apprezzato ,accusi un Ministro della Giustizia di pusillanimità.

Ed invece, in questo infelice momento per l’Italia sgovernata da improvvisati statisti, si è verificato che un noto magistrato ,già antimafia ed oggi membro del CSM, accusi urbi et orbi, il Ministro della Giustiza Grillino,Bonafede. di essere stato condizionato dal volere e potere dei mafiosi più potenti e detenuti, per la scelta di non nominare, appunto, il Magistrato Di Matteo a capo del DAP (carceri), al quale,appunto,tale prestigiosa nomina invece era stata promessa.

Per dichiarazione dello stesso del Dr.Di Matteo,sembra che lo stesso, secondo il parere dei mafiosi in detenzione, coram popoluli, non fosse gradito come responsabile di un Dipartimento della Giustizia tanto importante anche per loro,perchè ” u’ magistrato è “troppo duro e severo” e dunque sgraditissimo ai potenti boss.

Ora un proverbio siciliano recita che :” u pisci feti a testa “.

Allora la questione potrebbe celermente avere una trama finale: intanto la verità,in questo caso, dove è nascosta?, e perchè il caso esplode in questo frenetico momento per l’Italia e ancora potrebbe mai un Magistrato di chiara fama,membro del CSM , avere avuto notizie riservate così delicate ,false?.

Non vi è dubbio dunque che il Dr. Di Matteo prima di esporsi così pubblicamente e sciente delle furiose reazioni,avrà verificato l’attentibilità delle informazioni mille e mille volte.

Il Ministro Bonafede tartaglia. e non convince, anche perchè in passato , era proprio intenzione dei 5 non più Stelle ,nominare Di Matteo Ministro di Grazia e Giustizia, mentre oggi lo stesso appare abbandonato e umiliato proprio dai grillozzi.

Il rispetto per ognuno di noi è misurato in modo che chi lo porta lo riceve.

Le persone che si rassomigliano,si mettono insieme.

Forse i grillozzi pensavano che il magistrato Di Matteo facesse parte della loro parrocchia e come è d’uso nei loro riti tribali, levare,mettere,osannare  e subito dopo tagliare loro le teste e così anche il magistrato avrebbe dovuto adeguarsi e tacere e incassare obbediente.

Ma hanno commesso un errore e correggere un errore con un altro errore,è un errore .

Il ministro Bonafede se è in buona fede lo dimostri ; si dimetta.

 

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