PUNTI CRITICI E NUOVI SCOPI U.E.

Non dovrebbe esservi più alcuna ombra di dubbio nel constatare quanto l’Unione Europea (UE) con 15 “soci” prima, con 25 successivamente, per giungere fino al suo attuale assetto (aperto a Malta e Cipro) , sia stata pensata e costruita per garantire a milioni di persone il benessere e la pace.
Tuttavia gli obiettivi successivi a quello iniziale non sono stati sufficientemente spiegati alla gente, avendo finito per far nascere e consolidare delusioni crescenti, addirittura sconfinate verso l’atteggiamento ostile da parte di molti.
Ai popoli andava invece detto con assoluta chiarezza che l’obiettivo della moneta unica avrebbe dovuto partire dall’avvicinamento tra le condizioni di vita delle genti che avrebbero detenuto lo stesso conio.
Il concetto del riequilibrio era palesemente noto a tutti i governanti se -com’è avvenuto sempre puntualmente- l’Istituto Centrale di Statistica europeo (Eurostat) monitorava, passo passo e costantemente, i diversi Paesi continentali.
Tant’è che ancora, qualche anno dopo l’avvento dell’€. (esattamente nel 2004), Eurostat aveva riferito che -posto pari a 100 il PIL medio unitario UE -esso, nei 10 paesi entranti- era distonico rispetto a essi e continuava a permanere assai rilevante (tabella Eurostat 2004, allegata).

Quindi, anche se non dovrebbe esservi più alcun dubbio sul fatto che per alcuni produttori l’accesso ai nuovi mercati -che prima erano del tutto preclusi- abbia dato un ulteriore sbocco a nuove produzioni e pure d’accesso a mercati di approvvigionamento assai competitivi, i costi dell’allargamento non siano affatto mancati.
Come, giorno dopo giorno, misuriamo nelle nostre tasche.
Teniamo anche presente che, anche all’interno dell’ex blocco sovietico, vi erano forti diseguaglianze, come si può ben arguire dalla stessa tabella.
La Polonia, ad esempio, deteneva ben il 45% del PIL complessivo dei paesi neo-aderenti.
Delle Nazioni che, non dimentichiamolo mai, stnno ponendo pure delle rilevanti questioni di conformazione legale ed economica alle libere regole occidentali.
C’è da riprogettarla tutta questa Europa.
È da ripensare la stessa attraverso una palese rimodulazione della sua “Ragione Sociale”, prima di tutto.
Riscrivendo, ad esempio (Rivoluzione Liberale partecipa con dolore alla realtà di tutti i giorni), delle regole più agili nel rapporto che deve intercorrere tra le emergenze socio-sanitarie e l’economia.
Poi avendo a riferimento la qualità della vita,  dell’ambiente, dell’occupazione e pure per l’innovazione.
Perché non i vuole prendere atto che la moneta unica è un obiettivo ormai consolidato e quindi, ora la questione vera è come poter rafforzare un senso di sicurezza nelle genti, anche radicando le stesse popolazioni nei loro territori?

 

404