È amaro riconoscerlo, ma probabilmente solo il COVID-19 potrebbe avere una qualche seria possibilità di gettare le fondamenta su cui il valore della Europa Unita potrà essere considerata una ricchezza conquistata.

Non è bastata la generazione della moneta unica e neppure -per la gente- l’aver potuto assaporare il più lungo periodo di pace e di serenità tra popoli sempre in guerra tra di loro perché profondamente diversi, egoisti, di fatto competitori reciprocamente.
Neppure il fatto storico del “crollo” del Muro di Berlino” ha liberato entusiasmi ed energie nuove socialiste, liberali, comuniste e anche cattoliche, che pure avrebbero dovuto assai precludere il campo a nuove tensioni ed estremismi: tosto tramutatisi in sovranismi localistici.
Perché dei nuovi ignoranti populismi (essenzialmente di destra) hanno trovato, come d’incanto, un altro forte motivo ispiratore: combattendo la logica che supporta l’unità monetaria.
Quasi che la peculiarità identitaria europea (beninteso, in senso positivo, o negativo) debba avere solo ed esclusivamente nel conio il proprio Passaporto.
Sarebbe come se i nostri nonni avessero posto solo l’arcano valutario a base della Inione tra i popoli.  Non fu così, anzi…
Invece ciascuna Nazione ha sempre visto il contenitore comune alla luce della propria, piccola ed esclusiva, lente di ingrandimento: certa che l’interesse dell’altro popolo fosse sempre in concorrenza con il proprio e che questo “diverso” marciasse comunque in modo distonico con i propri interessi.
C’è voluto un brusco risveglio -sotto la grandine pandemica- per scoprire come, da soli, siamo “niente”, deboli, poveri, pieni di paura e assolutamente frangibili.
Pure l’UE, che era stata del tutto incapace a far risollevare quel sogno utopico (anche a causa del frastuono degli euroscetticismi televisivi), forse inconsapevolmente stava scivolando verso il burrone.
In realtà anche l’Italia, almeno sin dal 1999 (data del debutto dell’€. sui mercati finanziari), doveva porsi il quesito di come tornare a competere senza poter giocare sul controllo del tasso di cambio, su quello di interesse della moneta e pure sulla svalutazione di questa: un vetusto arsenale che i vecchi maestri d’arme -prima di lasciare l’ufficio, beniteso- avevano insegnato ai pivellini.
Invece no, imberbi “furbacchioni”, non vi è consentito più di…. farvi la pipì addosso.
Siete maggiorenni e fate pure parte di una diversa, più grande, famiglia.
Sono ormai 18 anni che l’€. brancola nei pressi del nostro portafoglio e da ben 21 esso è la misura di conto nei mercati finanziari globali.
Quindi è assolutamente maggiorenne a tutti gli effetti.
Possibile che in ben 4 (ripetiamo quattro) lustri la nostra classe politica -questa è tutta “pseudo-attività” della II^Repubblica- non sia riuscita a trovare uno straccio di strategia economica originale, alternativa e continui a fare solo del vuoto disfacimento valutario dell’opera dei padri il fulcro della propria vuota identità?
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