Il Capo dello Stato Giorgio Napolitiano, fa sentire la voce a chiare lettere: “Nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’amministrazione della giustizia, si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti”. Questo si legge nella lettera inviata a Michele Vietti vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.

Dal Quirinale, arrivano decisi segnali contro l’imbarbarimento del conflitto aperto tra politica e magistratura. Un richiamo al decoro collettivo senza mezzi termini, al fine di ristabilire la calma nell’arena delle amministrative dove, in questi giorni, la propaganda ha sfiorato pericolosamente la mistica del ridicolo. Lo spirito con cui stiamo andando alle prossime scadenze elettorali, preoccupa il Presidente Napolitano. L’elogio al nulla strumentalizzato propagandisticamente provoca una degenerazione dove la parola diventa ciarlatana, in attesa di essere sbugiardata. Del resto, il Presidente ha definito “ignobile provocazione” quella lanciata dai manifesti a Milano, nei quali su sfondo rosso compariva scritto “Via le Br dalle Procure”. Ai tifosi della politica è sempre chiesto un atto di fede nell’oratore, degli altri poco importa. Questo d’altra parte risulta pericolosamente inaccettabile quando si scaglia farneticamente contro i poteri dello stato, poiché toglie quel rispetto di base che si deve alle Istituzioni della Repubblica.

Ascoltando le sagge parole del Presidente, nel frattempo possiamo sempre continuare ad invidiare il rispetto reciproco che vige in Inghilterra tra politica e magistratura.

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