Da cittadino ed imprenditore è davvero molto avvilente vedere che, per aprire un minimo dibattito sulla burocrazia in Italia, ci sia purtroppo voluta la pandemia del Covid-19.

La burocrazia, ovviamente, ha una sua funzione in una società liberale e democratica. La funzione dovrebbe essere ovviamente quella del controllo, il problema è che il controllo è diventato un controllo solo sulle forme, spesso sulla stessa burocrazia, talvolta sulle contorsioni inutili della legge, non sulla sostanza così come dovrebbe essere.

Non contano più i valori, non contano più i risultati, non contano più gli interessi delle classi, non conta l’aspirazione alla ricchezza o alla giustizia sociale, contano solo ed esclusivamente le regole fini a se stesse.

Di ciò da sempre si parla e soprattutto si è fatto troppo poco; bisogna finalmente iniziare a limitare l’impatto che la burocrazia italiana ha sul mondo del lavoro, dell’impresa, delle attività commerciali e direi più in generale sulla vita, di tutti i giorni, di noi cittadini.

Certificazioni, pagamenti, dichiarazioni, attestazioni, vidimazioni, nulla osta, bolli riempiono la vita di chi lavora in modo assai più impegnativo del lavoro stesso, la burocrazia in Italia è il vero e proprio quarto potere.

Inoltre, molto spesso le norme confuse, contraddittorie e sempre variamente interpretabili ci costringono a rivolgersi ad una serie di consulenti che quasi certamente in nessun altro Paese sviluppato del mondo esistono in egual misura, senza mai avere la certezza di aver fatto la cosa giusta.

Il tema della burocrazia certamente pervade da sempre tutte le civiltà e tutte le epoche e non solo nelle fasi di disgregazione e decadenza, come in quella in cui, purtroppo, per noi, ci troviamo attualmente.

La burocrazia è quindi un inutile ostacolo alla vita di tutti i giorni di noi cittadini, allo sviluppo delle attività produttive e commerciali, al lavoro onesto e produttivo che crea da sempre benessere e ricchezza alla società.

La burocrazia tende solo a riprodurre e moltiplicare sé stessa ed è, oltretutto, anche un costo vivo sia per i cittadini che per l’apparato economico produttivo e commerciale, ma anche per lo Stato stesso (pagata a sua volta con le tasse), di cui è lei stessa figlia.

Chi fa impresa, intesa nella sua più ampia accessione in Italia, è come se corresse con un masso sulla schiena; la burocrazia e dei controlli ossessivi di uno Stato e di tutti i suoi apparati sono oramai in palese conflitto con la vita sociale ed economica dei suoi cittadini.

Di tutto questo sono i politici italiani gli unici responsabili e colpevoli, perché da decenni continuano a sfornare nuove leggi, senza cancellare le precedenti e per di più scritte volutamente male, allo scopo di non assumersi responsabilità dirette.

Una battaglia per ridurre drasticamente l’apparato burocratico, partendo da quello comunale, deve quindi essere una priorità, una scelta programmatica di buon senso e di civiltà.

La burocrazia uccide l’Italia.

“Quando un sistema non funziona, non lo si riforma, lo si cambia” (prof. Carlo Pelanda)

Se non adesso quando!

315

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here