Cesare Alfieri
Il reato di corruzione si perfeziona non solo con lo scambio di denaro ma anche con lo scambio di favori. Anche senza utilità economica, sussiste il reato di corruzione. E i giudici politicizzati scambiavano favori – che poi davano luogo a soldi – tra loro. Favori e posti pubblici  pagati da tutti noi,  dagli  italiani.
Altro reato: la nomina di giudici nei posti – spesso apicali della cosa pubblica giudiziale – deve per legge avvenire sulla base del merito. Al contrario i giudici politicizzati, violando la legge e commettendo reato, hanno deciso – anche tuttora – le nomine sulla base della appartenenza a correnti della magistratura. Dunque non un criterio di merito ma- ciò costituisce il reato – la nomina per l’appartenenza. Palamara , nelle chat, dice chiaramente “impossibile” per un giudice non appartenente  a  correnti la nomina da alcuna parte.
Ecco solo due dei reati che hanno commesso i giudici politicizzati, ad oggi rimasti  impuniti. Vi è poi il reato di abuso di ufficio ascrivibile non solo ai diretti interessati  – giudici politicizzati- ma a tutto intero il sistema di “giustizia” colluso e d’accordo, omertosamente silente. Cosa aspetta Mattarella a sfiduciare i componenti politicizzati del Csm e a dare in tal modo   mandato al Parlamento di rifondare in toto la giustizia italiana? Gli italiani, in assenza dell’iniziativa – dovuta – di Mattarella, hanno un unico modo per provare ad uscirne ed è quello di votare, votare e rivotare tante volte: prima o poi qualcuno riformerà la giustizia, e solo con questa riforma drastica e totale il Paese potrá cominciare a  stabilizzarsi nella legge  e a potere crescere economicamente. Senza riforma della giustizia in Italia, non si va da nessuna parte. Si continua all’ingiù , come oggi, economicamente politicamente e socialmente.

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