Facciamo subito una premessa.
Noi siamo ormai una nazione multietnica, multirazziale e pure…”multimaleducata”: un Paese che, mentre una volta era esempio di cultura e di civiltà per l’Europa tutta e pure per il mondo intero posta la straordinaria storia che aveva alle spalle, oggi si dibatte sempre di più tra orribili intolleranze varie, esempi di violenza praticati e pure con una classe dirigente quasi del tutto lobotomizzata.
Incapace di gestire correttamente (sì, perché si potrebbe fare pure questo) un colossale debito pubblico che zavorra assai l’agilità politica e costruttiva dei nostri livelli di governo. Che sono assai abborracciati a seguito di tutta una serie di riforme elettorali maggioritarie, che hanno finito per privilegiare solo i momenti di scontro sull’incontro.”Bene”.
Allora un liberale dovrebbe essere, dapprima, un buon cittadino, vivere più che correttamente i momenti (e gli obblighi) della vita comunitaria e non trovarsi mai tra gli anarchici:  ché dello Stato e degli altri cittadini se ne….”impippano”…alla grande. “Bene”.
È ormai ufficiale la notizia che la “Educazione Civica” entrerà a far parte delle materie di insegnamento a partire dal prossimo anno scolastico.
Grandi applausi nel Paese, ma Rivoluzione Liberale non può esimersi dal fare due domande impertinenti: “quale Educazione Civica?” e -subito dopo- “Educazione Civica per chi?”.
Perché se sarebbe assai utile impostare dei programmi realmente educativi scolastici e formativi civici, non possiamo non prendere atto che qui da noi abbiamo pure alunni “diversamente colorati” che non mangiano neppure lo stesso cibo dei ragazzini…”tanto scoloriti”; donne e uomini “diversamente mutilati” che si accompagnano a uomini e donne “no-vax”; con persone che portano fuori il cane amorevolmente la mattina, con tanto di paletta, sotto il solleone di mezzogiorno al pomeriggio, e pure alla sera che passeggiano pure a fianco di trinariciuti uomini del tutto “animalidomesticionnivori”.
Insomma non esistono proprio gli estremi minimi di una vera uniformità di vita comunitaria verso cui tendere, neppure negli auspici.
E la politica? Non è affatto costituita da “boni viri” che, un giorno sì e l’altro pure, se ne dicono di tutti i colori: quasi che il loro scopo sia quello non di trovare le soluzioni, ma di insufflare gli animi sino a quando….. interviene il Presidente della Repubblica.
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